Tesori bergamaschi da scoprire con il Fai Ecco castelli, musei e palazzi aperti
A destra, il castello di Bianzano

Tesori bergamaschi da scoprire con il Fai
Ecco castelli, musei e palazzi aperti

Tornano anche quest’anno le giornate di primavera organizzate dal Fai, fondo ambiente italiano. In provincia di Bergamo si potranno visitare castelli, chiese, palazzi e musei.

Il 24 e il 25 marzo alla scoperta dei tesori bergamaschi. Anche quest’anno tornano le giornate del Fai di primavera: castelli, musei, chiese e palazzi aperti grazie all’associazione che ogni anno vuole riscoprire la grande bellezza italiana troppo spesso dimenticata. Anche per l’edizione 2018 sono tanti i luoghi bergamaschi aperti in via eccezionale proprio grazie al Fai. Nell’elenco figurano il castello di Bianzano, il mulino Gervasoni di Roncobello, il castello di San Vigilio, palazzo Dolci a Mornico al Serio e tanti altri.

Ecco l’elenco completo

Castello di San Vigilio – Bergamo
Pedrali spa “Fili d’erba” – Mornico al Serio
Cascina Castello – Mornico al Serio
Chiesa vecchia di Sant’Andrea – Mornico al Serio
Palazzo Dolci – Mornico al Serio
Cavellas Area archeologica – Casazza
Museo della Val Cavallina – Casazza
Casa dell’Orfano monsignor Giovanni Antonietti – Clusone
Mulino Maurizio Gervasoni – Roncobello
Chiesa di San Defendente – Clusone
Oratorio dei disciplini – Clusone
Orologio Fanzago – Clusone
Chiesa di San Luigi – Clusone
Fucina di Teveno - Vilminore di Scalve

In tutta Italia sono oltre 1000 i luoghi eccezionalmente aperti al pubblico per la 26/a edizione delle Giornate Fai di primavera, con oltre 50 mila volontari a far da ciceroni e la campagna di raccolta fondi Insieme cambiamo l’Italia. «Vogliamo divertirci e divertire gli italiani – avverte subito il vicepresidente esecutivo del Fondo Ambiente Italiano, Marco Magnifico, che come un fiume sciorina meraviglie, numeri e scoperte di quest’anno -. In tutto, 400 località coinvolte in 20 regioni, con 250 luoghi di culto, 79 palazzi e ville, 32 castelli e 2 forti, 55 piccoli musei e biblioteche, 41 borghi in festa e ancora 24 parchi, 15 siti archeologici, 13 teatri, 4 zone militari e 30 accademie, 9 tra ferrovie, ex ospedali psichiatrici e isolette, più 44 biciclettate con la FIAB». E se dal 1993 a oggi sono stati oltre 10 milioni i visitatori delle Giornate di primavera, quest’anno si punta ai «25 milioni di bilancio annuale» aggiunge il Presidente del FAI, Andrea Carandini, lanciando un appello ai giovani ad «apprendere un mestiere per noi del tutto nuovo: promuovere una cultura alta per darla a tutti. Non per sostituirsi allo Stato, ma per recare a esso sussidio» E allora, gambe in spalla, dalle Alpi alle Madonie, per due giorni l’Italia svela al FAI le sue bellezze, raccontandone le storie più diverse. Dalle stanze segrete della politica, come l’Arcivescovado a Milano, dove Mussolini incontrò i partigiani, Palazzo Giustiani a Roma dove De Nicola firmò la Costituzione repubblicana o lo studio di Cavour nel Palazzo della prefettura di Torino. E poi storie d’amore, come Casa Bortoli a Venezia, che i padroni di casa hanno lasciato in eredità al Fai e dove gli iscritti al Fondo potranno ora prendere un cioccolato caldo in salotto ammirando dalle vetrate il Canal Grande. Il Parco delle colonie bergamasche a Celle Ligure (SV), terribile transito per i deportati delle SS, o l’affresco della Crocifissione del Quattrocento venuto fuori dalla parete di un anziano signore di Scarlino.

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