Allarme polmonite in Lombardia «Nella Bergamasca nessun problema»

Allarme polmonite in Lombardia
«Nella Bergamasca nessun problema»

I casi concentrati nella zona sud-est della provincia di Brescia. I consigli del ministero della Salute per prevenire la legionellosi.

Nessuna preoccupazione nella Bergamasca in relazione all’epidemia di polmonite in corso nella Bassa Bresciana. Regione Lombardia fa, infatti, sapere che «la sorveglianza sanitaria in essere non evidenzia, al momento, il coinvolgimento del territorio bergamasco».

La Regione, in stretta collaborazione con l’Istituto superiore di sanità, sta monitorando con grande attenzione quanto sta accadendo in questi giorni nel Bresciano, e sottolinea come i casi di polmonite siano comunque sostanzialmente concentrati nella zona a sud-est della provincia, verso il territorio del Mantovano. «Insieme alle Ats coinvolte, stiamo facendo tutto il possibile per fare chiarezza. Dai risultati delle indagini mi sento di tranquillizzare tutti, i cittadini in primis, sul fatto che la curva epidemica appare in calo», commenta l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera ricostruendo i fatti.

Da giovedì 6 settembre il Dipartimento di igiene e prevenzione sanitaria dell’Ats Brescia è stato allertato per un eccesso di pazienti con polmonite al Pronto Soccorso di Montichiari. I successivi accertamenti hanno fornito un bilancio che copre una settimana: 235 accessi, 196 persone ricoverate di cui 9 in terapia intensiva, 12 persone non ricoverate o già dimesse, 2 decessi (uno con diagnosi accertata di legionellosi); 12 casi di legionella confermata (compreso il decesso). L’assessore conferma che sono in corso accertamenti sui singoli casi per individuare anche l’origine del contagio, comprese verifiche sulla rete idrica (evenienza esclusa) e al fiume Cherio. Gallera smentisce una correlazione con il decesso di un 82enne lecchese avvenuto l’8 settembre all’ospedale di Desio (Monza-Brianza): «Gli esami specifici hanno evidenziato, in un quadro clinico compromesso, la positività degli accertamenti per legionella, ma rientra nella casistica annuale».

Ogni anno, in Lombardia, «si registra un determinato numero di casi di legionella che colpiscono principalmente persone con quadri clinici complessi o esposte a determinati fattori di rischio. Sono stati 625 nel 2018, 633 nel 2017, 474 nel 2016, 491 nel 2015. Mentre i decessi sono stati 52 nel 2018, 60 nel 2017, 44 nel 2016, 50 nel 2015». Il ministero della Salute ha pubblicato online alcuni consigli per operatori e per le famiglie su come prevenire il controllo della legionellosi. Fondamentale, anche in ambiente domestico, la manutenzione periodica degli impianti per prevenire la colonizzazione da parte dei batteri e soprattutto a limitarne la moltiplicazione e la diffusione.

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