Bergamo in aiuto a Farindola I nostri pompieri all’hotel Rigopiano

Bergamo in aiuto a Farindola
I nostri pompieri all’hotel Rigopiano

Si continua a scavare tra le neve e le macerie dell’hotel Rigopiano di Farindola (Pescara), spazzato via da una valanga il 18 gennaio. Tra i soccorritori anche 18 vigili del fuoco di Bergamo.

Domenica 22 gennaio sono partiti 18 vigili del fuoco dell’Unità Usar, specializzata nelle ricerche sotto le macerie e sotto le valanghe. Il gruppo Usar, che significa Urban search and rescue, è partito con mezzi appositi per le ricerche e sono gli stessi che hanno lavorato lo scorso agosto, con il terremoto di Amatrice.

Sono vigili del fuoco addestrati per cercare gente sotto le macerie di edifici crollati. Dispongono di sofisticati sistemi di ricerca e di individuazione, con l’obiettivo di recuperare i superstiti intrappolati negli strati profondi delle macerie. Con tecniche specifiche di intrusione quali puntellamenti, azioni di taglio e frantumazione dei materiali edilizi, gli operatori Usar creano varchi tra le macerie sufficientemente ampi per consentire l’estrazione dei feriti rimasti imprigionati, e lavorano anche sotto la neve, come purtroppo è necessario all’hotel Rigopiano.

Qui si continua a scavare tra le neve e le macerie dell’hotel. Finora i soccorritori hanno strappato alla massa di detriti che sommerge l’hotel 11 sopravvissuti e cinque corpi senza vita, mentre sono 23 i dispersi segnalati. Dopo le quattro persone estratte vive nella notte tra venerdì e sabato, sabato l’hotel ha restituito solo morti: ai primi due corpi recuperati, quello del maitre dell’hotel e di un cameriere, si sono aggiunti quelli di Nadia Acconciamessa e Sebastiano Di Carlo, genitori del piccolo Edoardo, che si è salvato, e Barbara Nobilio, che era in vacanza con il marito, di cui non si hanno ancora notizie. I soccorritori continuano la loro opera incessante a 1.200 metri d’altezza, in condizioni estreme: la pioggia mista a neve ha reso ancora più pesante l’ammasso che ha sommerso l’hotel ed il rischio valanghe è salito a 4 su una scala di cinque. E anche oggi sarà una lunga giornata con la speranza di trovare ancora qualcuno in vita sotto cumuli di neve e detriti.

«Sul resto del territorio proseguono le attività, ogni ora è utile per migliorare la situazione. Sono ormai moltissime le frazioni che hanno avuto un ripristino della viabilità, ciò non significa che non c’è neve». È quanto ha detto il capo dell’Ufficio emergenze della Protezione civile, Titti Postiglione, parlando dalla Dicomac di Rieti in merito agli interventi per il maltempo. «Ci sono località più complicate di altre - ha aggiunto -, dove stiamo lavorando da qualche giorno. Valle Castellana (Ascoli Piceno), è una di queste, dove stanno operando insieme l’Esercito, il Soccorso Alpino e i tecnici della Polizia di Stato di Moena. Ci siamo suddivisi il territorio e sta guidando le operazioni il sindaco che indirizza le priorità. Anche a Rocca Santa Maria proseguiremo a operare, come a Valle Castellana. Priorità agli interventi via terra, come nel caso di Rigopiano ci sono nubi basse e quindi non è possibile impiegare gli elicotteri. Non ci dimentichiamo che stiamo operando in un territorio particolare. Abbiamo case isolate - ha aggiunto Postiglione - e tanti allevatori, e non ci dimentichiamo che è un territorio di neve con popolazioni che conoscono questi disagi».


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