Bossetti, si parla dei siti a luci rosse Lui sbotta in aula: «Basta, è intollerabile»
L’arrivo di Marita Comi in Tribunale (Foto by Bedolis)

Bossetti, si parla dei siti a luci rosse
Lui sbotta in aula: «Basta, è intollerabile»

Le dichiarazioni in aula di Marita Comi, moglie di Massimo Bossetti, durante l’udienza del 24 febbraio. «Massimo non ha mai fatto ricerche su tredicenni in internet». Tensione in aula quando un legale chiede dei siti hard, l’imputato sbotta: «È intollerabile».

Marita Comi, moglie di Massimo Bossetti, contrariamente alla madre dell’uomo Ester Arzuffi, ha scelto di rispondere alle domande nel processo a carico di suo marito per l’omicidio di Yara Gambirasio. La sua deposizione è durata circa 2 ore e mezza.

Rispondendo alle domande di Letizia Ruggeri sulle ricerche trovate nei due computer di casa ha spiegato di non aver «mai fatto ricerche su tredicenni». Per quanto riguarda le ricerche a sfondo pornografico, Marita Comi ha detto che «qualche volta le facevo io, qualche volta insieme, oppure io da sola».

I giornalisti davanti al Tribunale

I giornalisti davanti al Tribunale
(Foto by Bedolis)

Massimo Bossetti, durante la deposizione della moglie ha esclamato:«È intollerabile, basta!». È successo quando il legale di parte civile della famiglia Gambirasio, Enrico Pelillo, ha cercato di stabilire chi avesse fatto alcune ricerche a sfondo sessuale su internet, elencandole una ad una. La moglie di Bossetti ha detto più volte «non posso escluderlo», ribadendo però di non aver mai effettuato ricerche riguardanti tredicenni. Alla moglie è stato chiesto anche come mai durante un colloquio intercettato in carcere (dicembre 2014) avesse chiesto ripetutamente al marito dove fosse il 26 novembre: Marita ha risposto di aver rivolto quelle domande «per vedere se si ricordava qualcosa».

Un momento dei colloqui in carcere tra Marita Comi e Massimo Bossetti

Un momento dei colloqui in carcere tra Marita Comi e Massimo Bossetti
(Foto by Ansa/SkyTG24)

Sul punto ha insistito in modo particolare l’avvocato di parte civile Andrea Pezzotta. Marita ha spiegato che se Massimo Bossetti non le avesse detto la verità «sarebbe crollato subito» e ha evidenziato che era «travolta dalle notizie che arrivavano, che sembravano certezze e io volevo verità». Marita Comi ha aggiunto che qualora suo marito fosse stato colpevole, l’avrebbe lasciato «anche per tutelare i miei bambini».

Nel corso della giornata hanno deposto in aula anche Alma Azzolin, la donna che dice di aver visto Bossetti in auto con Yara a Brembate Sopra, e Rodolfo Locatelli, che è stato compagno di cella di Bossetti. Nel pomeriggio, dopo Marita, la deposizione di Osvaldo Mazzoleni, cognato di Bossetti.


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