Bossetti, la sorella non parla - video La difesa: richieste anticostituzionali
Laura Bossetti

Bossetti, la sorella non parla - video
La difesa: richieste anticostituzionali

No comment da parte della sorella Laura Bossetti, uscita dall’aula e seguita da una folla di giornalisti. La donna si è trincerata dietro i suoi occhiali neri e un profondo silenzio. Hanno parlato i due avvocati della difesa.

Un lungo pomeriggio quello in Tribunale a Bergamo: oltre all’ergastolo il pm Letizia Ruggeri, ha chiesto per Massimo Bossetti anche 6 mesi di isolamento. Le accuse nei confronti del muratore sono di omicidio volontario pluriaggravato e calunnia ai danni di un collega di lavoro.

Hanno invece commentato la richiesta del pm e la sua requisitoria i legali di Bossetti, Claudio Salvagni e Paolo Camporini: «Questo è un processo pieno di vuoto, abbiamo sentito parlare per mezz’ora solo delle bugie. Non si è parlato del delitto, del movente, della dinamica» ha detto Camporini.

«C’è un mezzo dna, non è un dna» continua Salvagni. E ancora: «Sarebbe la prima volta nella storia dei processi. Non si è sentito una parola di collegamento tra l’imputato e il fatto. Se l’accusa non ci dice la dinamica, ce la dobbiamo inventare noi?».

«È stata chiesta una pena anticostituzionale» ha sottolineato Camporini, che ha aggiunto: «Il pubblico ministero ha sottolineato che manca la dinamica, ma questo non inficia la validità di tutti i riscontri trovati : sarebbe la prima volta nella storia dei processi. Non abbiamo sentito una parola sul fatto».

Ma il pm ha parlato di un caso analogo: secondo il magistrato Bossetti avrebbe dato «più volte dimostrazione di incapacità di controllarsi». La stessa incapacità, a detta del pm, dimostrata nel 2002 dal camionista Roberto Paribello che uccise la praticante commercialista Paola Mostosi. L’uomo, che poi fu condannato definitivamente all’ ergastolo, agì dopo che, lungo l’autostrada A4, ebbe un banale incidente con l’auto guidata dalla giovane: fermatisi a una piazzola di sosta, la tramortì, la caricò a bordo del camion e, dopo aver lavorato tutto il giorno, la uccise. «Non è possibile stabilire la dinamica - ha argomentato il pm - Yara potrebbe essere stata convinta a salire, oppure tramortita come si verificò in quell’occasione».

Su L’Eco di Bergamo del 19 maggio due pagine di approfondimento


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