Casa-università, l’auto il mezzo preferito E le bici? Il bus vince solo in Città Alta

Casa-università, l’auto il mezzo preferito
E le bici? Il bus vince solo in Città Alta

In Città Alta studenti e dipendenti universitari raggiungono le varie sede dell’Ateneo con l’auto e i mezzi pubblici, in via dei Caniana vince la macchina così come a Dalmine.

Sono questi i dati che fanno riflettere in ambito di mobilità emersi nella mattinata di lunedì 25 gennaio durante il seminario sul tema «Pianificare gli spostamenti casa-lavoro un confronto singergico per la costruzione del Pscl». Uno studio sulla mobilità sostenibile e l’università con i dati risultati dell’indagine sugli spostamenti di studenti, professori e amministrativi dell’Università di Bergamo.

Nel corso dell’incontro Maria Rosa Ronzoni, mobility manager dell’Università di Bergamo, ha quindi presentato i risultati di un sondaggio con percentuali sulla mobilità a piedi e attraverso i mezzi pubblici che pone degli interrogativi.

Ecco i dati nel dettaglio
Città Alta

I dipendenti universitari compiono il tragitto casa-lavoro attraverso l’auto (56%), i mezzi pubblici (16%), a piedi (22%), in moto (4%) e in bici (2%). Dati differenti per gli studenti: il 72% usa i mezzi pubblici, «solo» il 20% l’auto.

Via dei Caniana
I dipendenti universitari compiono il tragitto casa-lavoro attraverso l’auto (63%), i mezzi pubblici (8%), a piedi (21%), in moto (2%) e in bici (6%). Ecco cosa hanno risposto gli studenti: il 47% usa i mezzi pubblici, il 45% si sposta in auto; a piedi il 6%, l’1% va in moto così come un altro 1% usa la bici.

Dalmine
I dipendenti universitari compiono il tragitto casa-lavoro attraverso l’auto per il 90%, dato che scene al 77% per gli studenti.

Numeri che hanno acceso il dibattito, soprattutto confrontati con un modello tedesco presentato durante il seminario. Manca a Bergamo la «forte mobilità pedonale presente invece nel mondo universitario tedesco, così come - ha fatto notare l’assessore Stefano Zenoni - manca una maggiore organizzazione delle piste ciclabili, a causa di una burocratizzazione e legislazione nazionale che impedisce un implementarsi delle reti ciclabili».

Da segnalare, in merito alla bassa percentuale dell’uso dei mezzi pubblici soprattutto in Città bassa, «la fatica a coordinarsi - ha detto Zenoni - con la rete dei mezzi pubblici dell’hinterland e della provincia bergamasca».


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