Covid, nuovo piano della sanità lombarda «Epidemia meglio, al lavoro su nuova ondata»
L’ospedale alla Fiera di Bergamo, di grande aiuto con i suoi posti letto aggiuntivi per combattere il coronavirus

Covid, nuovo piano della sanità lombarda
«Epidemia meglio, al lavoro su nuova ondata»

«Un piano straordinario di rafforzamento dei posti letto di terapia intensiva, di sorveglianza sub intensiva e di degenza disegnerà la rete ospedaliera della Lombardia nell’era post Covid in linea con le disposizioni nazionali. Valore degli investimenti: 225 milioni di euro. L’obiettivo è quello di garantire risposte adeguate in caso di recrudescenza del virus senza compromettere l’operatività della rete ospedaliera per le altre patologie». Lo dicono il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e l’assessore al Welfare, Giulio Gallera, al termine della seduta di Giunta che ha approvato il provvedimento.Il piano sarà trasmesso al Governo nella giornata di mercoledì.

«La situazione epidemiologica sta migliorando fortunatamente: il numero dei positivi nella nostra Regione resta abbastanza alto, ma questo perché noi stiamo andando a ricercarli attraverso le campagne sierologiche e facendo un numero molto più alto di tamponi» dai quali tuttavia «emergono positività deboli». Lo dice l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera commentando l’approvazione, martedì 16 giugno in Consiglio regionale, del Piano per la sanità territoriale per rispondere a una eventuale seconda ondata di Covid 19, parlando di una strategia «a più livelli».

«Ci stiamo preparando senza sosta a una eventuale seconda ondata del virus - continua Gallera parlando di “livello 1” -, sia da un punto di vista del territorio, sia con il piano che predisporremo, che includerà infermieri di famiglia, il potenziamento delle Usca e telemedicina, sia, con l’approvazione del piano delle terapie intensive».

Per l’assessore regionale al Welfare «la grande sfida è che questa capacità di gestire i pazienti Covid possa coesistere con il resto della gestione delle patologie, che nella grande emergenza abbiamo dovuto limitare fortemente». Da qui l’individuazione di «17 ospedali che sono i punti di riferimento per le malattie infettive e le pneumologie: lì incrementeremo le terapie intensive e i posti letto, e questi saranno i primi che accoglieranno i pazienti covid». Citando poi il «livello 2» del piano sanitario, Gallera parla di «fiere, quella di Milano e quella di Bergamo, che rientrano a tutti gli effetti in questo grande piano, con 300 posti letto in terapia intensive, e quindi rappresentano una risposta importante, e poi vengono gli altri ospedali, a seconda della crescita e del bisogno».

«Prevista anche una riqualificazione di ulteriori 704 letti di terapia semi intensiva che devono essere in grado di supportare attività di assistenza ventilatoria in area medica, fruibili anche per attività infettivologica, almeno la metà di quali (352) in grado di poter essere tempestivamente riconvertiti in letti di Terapia Intensiva. Il piano approvato rispetta le indicazioni nazionali e si pone l’obiettivo di coniugare le esigenze dell’attuale quadro epidemico con i vari possibili scenari evolutivi, affrontandoli attraverso un’articolazione ospedaliera a rete, in grado di adeguarsi quanto più velocemente e flessibilmente possibile all’eventuale variare della situazione epidemica» spiegano Gallera e il governatore della Lombardia Attilio Fontana.

”Il filo conduttore su cui si basa il piano - aggiunge Gallera - è quello di prefigurare, strutturare e organizzare diversi assetti di rete ospedaliera attivabili in rapida successione che, in funzione dell’eventuale aumento del bisogno assistenziale, possano prontamente ampliare l’offerta recettiva, soprattutto nelle aree mediche (pneumo - infettivologiche), semi intensive e intensive, al fine di poter consentire una adeguata assistenza a pazienti COVID - 19».

Il rapido ampliamento della rete ospedaliera potrà essere attivato a seguito dei diversi livelli di allerta che dovranno essere dichiarati anche sulla base del sistema di monitoraggio attivato dal Ministero con Decreto del 30/4/20, integrato da indicatori ospedalieri appositamente introdotti in ambito regionale, e finalizzati anche a rilevare, con la maggiore tempestività possibile, ogni minimo segnale di allerta a livello di singolo ospedale: ad ogni superamento del livello precedente il piano prevede l’ampliamento della rete delle strutture coinvolte, secondo un ordine prestabilito e fino al massimo della potenzialità prevista.

Definendo livello 0 l’assetto organizzativo pre-epidemico, il livello 1 della rete ospedaliera prevista per i prossimi mesi estivi (e che dovrebbe restare attiva anche per i mesi a seguire, fino a cessazione o variazione dell’allerta epidemica), viene dimensionata per ospitare fino a: - 150 pazienti in TI, - 400 pazienti in alta intensità di cura infettivologica/pneumologica, - 1.000 pazienti in assistenza acuta ordinaria.

«Nulla sarà più come prima - sottolinea Fontana - perché l’emergenza Covid ha determinato cambiamenti radicali nella vita di tutti noi e nella gestione del sistema sanitario. I nostri ospedali, in piena pandemia, sono riusciti a raddoppiare i posti di terapia intensiva e a decuplicare quelli di degenza Covid. Il piano approvato rende strutturali questi interventi, da attivare in maniera modulare in base alla gravità della situazione. Accanto al sostegno della rete ospedaliera, nelle prossime settimane metteremo a punto un nuovo pacchetto di misure che riguarderà la gestione dei servizi sanitari a livello territoriale».

”L’art 2 del DL 34/2020 e le Linee di indirizzo emanate in data 29/5/20, sulla base della popolazione residente in Regione Lombardia - spiega Gallera - prevedono di strutturare 1.446 posti letto di Terapia Intensiva nella nostra Regione.


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