Dopo tre anni un bebè ad Averara «Se c’è lavoro, i giovani restano»

Dopo tre anni un bebè ad Averara
«Se c’è lavoro, i giovani restano»

Un 2017 da incorniciare per il paese che non aveva nascite dall’estate 2014
Il sindaco: offriamo bonus e scuolabus gratis, ma tenere le nuove famiglie non è facile.

Dopo tre anni di culle vuote finalmente una nascita. Averara, 185 anime in alta Valle Brembana, chiude il 2017 con un nato nel registro dell’anagrafe. L’ultimo risaliva ormai all’agosto 2014, anno in cui, fatto eccezionale, si erano avute tre nascite (come nel 2008). Da allora, però, più nulla. Fino all’arrivo, il 31 luglio scorso, di Camilla Guerinoni, primogenita di Simone, operaio alla centrale Enel di Bordogna, e della compagna Francesca Costa Franco, originaria di Verona.

«La mia fortuna è avere il lavoro a pochi minuti da casa – dice Simone –. Per il resto i servizi ci sono tutti: asilo, scuola, farmacia, poste, negozi, banca. Tutto a tre-cinque chilometri, a Olmo al Brembo, a Piazza Brembana o a Santa Brigida. Per questo abbiamo deciso di restare ad Averara, qui non ci manca nulla». Ma non per tutti i coetanei di Simone è stato uguale. «I nati dagli anni Ottanta agli anni Novanta ad Averara - continua - erano già pochi. Alcuni di loro hanno lasciato il paese, sempre per motivi di lavoro. Io sono nato qua, ho sempre vissuto ad Averara e non volevo andarmene. Ma, ripeto, rispetto ad altri amici, sono stato fortunato».

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