Vaccini in ritardo, priorità ai richiami L’Asst Bg Est ferma le consegne alle Rsa

Vaccini in ritardo, priorità ai richiami
L’Asst Bg Est ferma le consegne alle Rsa

Ieri al via le somministrazioni della seconda dose al «Papa Giovanni XXIII» e al Bolognini. Ma il rallentamento nella distribuzione delle dosi Pfizer costringe gli ospedali a rivedere il cronoprogramma.

La priorità è assicurare a tutti la seconda dose di vaccino, le cui somministrazioni sono partite ieri mattina all’Ospedale Papa Giovanni XXIII e al Bolognini di Seriate; per questo nei prossimi giorni la fornitura alle Rsa della provincia potrebbe subire una temporanea battuta d’arresto.

È questa la conseguenza diretta sul territorio bergamasco del calo di consegne delle dosi di Pfizer all’Italia, che l’azienda tedesca ha annunciato alla fine della settimana scorsa e che si sta concretizzando in proprio in queste ore. Una défaillance che dovrebbe durare solo una settimana, ma che tuttavia ha costretto le Aziende sociosanitarie della provincia a rivedere il piano di distribuzione del vaccino. Le scorte accantonate per assicurare il prosieguo della campagna, soprattutto per coloro che la prima dose l’hanno già ricevuta, permetteranno di fare fronte a questa emergenza, che però non potrà prolungarsi più a lungo di quanto è stato prospettato, altrimenti il rischio è quello di inceppare una macchina che, dopo i primi giorni di assestamento, ora viaggia al ritmo di parecchie centinaia di dosi somministrate ogni giorno sia negli ospedali che nelle case di riposo.

LUNEDI’ i primi richiami

Ieri è toccato ai primi 75 operatori sanitari che hanno ricevuto la prima dose di vaccino il 27 dicembre scorso al Papa Giovanni XXIII e all’ospedale di Alzano Lombardo, in occasione del V-Day europeo. I primi 25 hanno avuto la seconda dose in mattinata al Papa Giovanni, gli altri 50 nel pomeriggio all’ospedale Bolognini di Seriate. Tra coloro che si sono vaccinati a Bergamo, Luca Lorini, direttore del Dipartimento di Emergenza urgenza del Papa Giovanni XXIII, Renata Colombi, responsabile del Pronto soccorso dell’ospedale di Bergamo, Guido Marinoni, presidente dell’Ordine dei medici di Bergamo e Gianluca Solitro, presidente dell’Ordine degli infermieri di Bergamo. A Seriate si è presentato invece Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto Mario Negri.

L’avvio della somministrazione della seconda dose ha rappresentato anche l’occasione per fare un punto sui vaccini fatti fino ad oggi dalle due aziende ospedaliere. Ad oggi, al Papa Giovanni sono 4.500 di cui 3.500 agli operatori dell’ospedale, 265 ai medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e operatori che lavorano nei loro studi, 100 ai dipendenti di Ats e 600 al personale delle Croci di soccorso. Solo nell’ultimo fine settimana, i vaccini somministrati al Papa Giovanni sono stati 1.440. Al conteggio generale vanno aggiunte oltre 1.500 dosi distribuite alle Rsa e alle cliniche private di città e provincia. Sono invece 3.211 le dosi somministrate finora negli ospedali di Seriate, Alzano Lombardo e Piario che fanno capo all’Asst Bergamo Est, cui si aggiungono altre 3.385 dosi distribuite alle Rsa della provincia.

Priorità alle seconde dosi

Una campagna che prosegue ormai a velocità di crociera e che ci si augura non debba rallentare troppo per la carenza delle consegne di Pfizer, che pure – come detto – avrà delle conseguenze, almeno in questa settimana. «Rivedremo il programma in base alla disponibilità reale dei vaccini, ovvero alle dosi che effettivamente arriveranno nei prossimi giorni – ammette l’Ospedale Papa Giovanni XXIII –. La priorità è garantire la seconda dose a chi ha già ricevuto la prima». All’Asst Bergamo Est arriveranno probabilmente solo 1.170 dosi, vale a dire la metà di quelle arrivate settimanalmente fino ad ora: «Pfizer ha annunciato che dovrebbe ripristinare la fornitura normale, già la prossima settimana – dice il direttore sanitario Gabriele Perotti –. Avevamo un programma di distribuzione che abbiamo dovuto sospendere, finché non avremo rassicurazioni sui volumi delle dosi che ci arriveranno. Al momento è difficile poter dare alle Rsa il completamento delle dosi che ancora mancavano, perché non saremmo in grado di metterle nella condizione di poter garantire anche la seconda somministrazione In altre parole, avevamo un residuo di 1.150 dosi da distribuire per la prima dose alle Rsa della provincia, che abbiamo dovuto mettere in stand-by». «L’Asst Bergamo Est - conferma in una nota l’azienda - in funzione delle consegne del vaccino Pfizer, rimodulerà le somministrazioni sia per ciò che concerne le prime dosi agli operatori sanitari, sia per quanto riguarda la distribuzione alle realtà del territorio come le Rsa». La buona notizia arriva invece dal numero di dipendenti dell’azienda che si sono fatti vaccinare: sul 95% di coloro che hanno formulato la loro manifestazione d’interesse, l’83% ha deciso (ad oggi) di essere immunizzato: «È una percentuale più alta di quello che ci aspettavamo – ammette Perotti –, segno che in tanti si sono convinti in itinere. Siamo molto soddisfatti di questi numeri, considerando soprattutto l’azienda che rappresentiamo e la zona in cui operiamo. E per quel che riguarda le somministrazioni, siamo ormai davvero a buon punto».

Nessun commento sull’annunciata carenza di vaccini in questa settimana, da parte dell’Asst Bergamo Ovest, dove le somministrazioni della seconda dose partiranno domenica prossima, quando a riceverla saranno i 60 operatori sanitari vaccinati per primi poco più di due settimane fa.


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