Sabato 09 Agosto 2014

Mangio bene e lavoro pure meglio

Uno su quattro si porta la «schiscetta»

Il ruolo dell’alimentazione sui luoghi di lavoro è fondamentale. La pensa così quasi il 90% dei lavoratori convinti che un regime alimentare corretto aiuti ad affrontare al meglio la giornata. È quanto emerge dal sondaggio on line promosso dall’Agenzia per il Lavoro Openjobmetis, sul proprio sito www.openjob.it, che periodicamente interroga il popolo di internauti per scoprire le loro opinioni sulle tematiche legate al mondo del lavoro.

In particolare, alla domanda «Mangiare meglio aiuta a lavorare con successo?» hanno risposto circa 1000 persone di tutte le età, ma con un tratto in comune: un livello di istruzione medio-alto. Ciò fa pensare che l’attenzione alla qualità del cibo in relazione alla salute non è una pratica consolidata nello stile di vita di tutti gli Italiani.

I risultati del sondaggio nel dettaglio. Il 50% degli internauti è d’accordo sul fatto che il benessere psicofisico passa dal buon cibo. Ritiene anche che, proprio per la sua importanza, ogni impresa dovrebbe promuovere programmi di sensibilizzazione al tema. Demanda quindi al datore di lavoro la responsabilità del proprio benessere sul posto di lavoro attraverso soluzioni in grado di assicurare una più «illuminata» possibilità di nutrirsi durante e in vista delle ore di lavoro.

Il 24,4% afferma che, in base alla propria esperienza, concentrazione e rendimento migliorano con una alimentazione adeguata e, a questo scopo, si affidano alla cosiddetta «schiscetta», il lunch box che si prepara da casa per una pausa pranzo sana e low cost. Una porzione più piccola dei partecipanti al sondaggio, il 17,2%, ritiene che in teoria mangiare meglio permette di avere prestazioni migliori, ma in pratica è troppo complicato, specie per chi ha un’ora scarsa a disposizione e deve accontentarsi di un panino o poco più. In questo caso la pratica vince sulla teoria e la comodità sulla difficoltà di organizzarsi per mettere nel piatto qualcosa di più genuino. Infine, una percentuale minore, appena il 10,4%, non ci crede per nulla. Anzi pensa che il rendimento personale dipende da tanti altri fattori e che il cibo abbia un peso molto marginale.

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