Playmobil e quel sorriso largo
Una moda senza tempo lunga 40 anni

Una tendenza lunga 40 anni. Una vera e propria moda. Quando fecero la loro prima comparsa alla Fiera internazionale del giocattolo, il 2 febbraio 1974 a Norimberga, i buyer del settore erano scettici nei confronti di questi personaggi di plastica alti 7 centimetri e mezzo.

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Solo un imprenditore tedesco, Hermann Simon, decise di ordinarne per un milione di marchi. Ora, 40 anni dopo, 2.7 miliardi di personaggi Playmobil sono stati prodotti e venduti a bambini di tutto il mondo. A idearli un ebanista con la passione per il modellismo: Hans Beck fino al 1973 si era arricchito vendendo hula-hoop in America, ma la crisi energetica lo stava mettendo in ginocchio: da qui la scelta di puntare sui Playmobil, piccoli come la mano di un bambino e meno costosi in termini di materiali.

Personaggi colorati e iperaccessoriati che hanno saputo restare giovani in un mondo di giochi elettronici e bambole modaiole. Un gioco che negli ultimi anni ha raggiunto livelli di vendita record: nel 2013 si parla di 552 milioni di euro, con una produzione che dal 1976 è affidata per quanto riguarda gli i suoi omini – se ne fanno cento milioni all’anno - a uno stabilimento di Malta. Ora anche on line (playmobil.it) e in una nuova serie tv che su Cartonito ha come protagonisti 4 eroi di questo mondo di plastica.

Senza mai perdere quella testa grande, tipica dei personaggi Playmobil, ispirata ai disegni dei bambini, con il sorriso largo e senza naso. Senza tempo, proprio come dice «Il dizionario dei giochi»: «Playmobil è moderno perché colorato, riconoscibile, frutto di un accurato design. Ma non si lega alle tendenze del momento e quindi non è effimero – e conclude -. I pupazzi di Peppa Pig non avranno più ragione di esistere quando sul piccolo schermo andrà altro. I Playmobil, invece, sono attuali quanto quarant’anni fa».

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