Affittopoli, Fiaip provocatoria:
«Affittiamo le case di Città Alta»

Affittare gli alloggi comunali di pregio utilizzando il ricavato per sostenere le famiglie che non riescono a pagare il canone di affitto da «libero mercato», dando loro un contributo economico.

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Affittare gli alloggi comunali di pregio utilizzando il ricavato per sostenere le famiglie che non riescono a pagare il canone di affitto da «libero mercato», dando loro un contributo economico.

È questa la proposta lanciata dal presidente provinciale Fiaip Bergamo Giuliano Olivati. Il caso «Affittopoli» ha portato a una profonda riflessione anche nel mondo degli immobiliaristi.

A destare meraviglia quei casi sollevati da L'Eco di amici e parenti degli indagati che occuperebbero appartamenti di prestigio situati tra le mura venete. Questa anomalia ha spronato gli addetti ai lavori a un'analisi sul valore degli immobili comunali oltre a suggerire proposte alternative:

Secondo il presidente Fiaip, per una famiglia dalle condizioni economiche modeste, vivere in città bassa sarebbe più conveniente, perché consentirebbe tra l'altro di abbattere i costi di posti auto e trasporti.

«Anziché affittare a canone sociale gli appartamenti chic, perché non locarli sul libero mercato e utilizzare il maggior affitto ricavato per sostenere le famiglie bisognose a prendere in locazione un alloggio a loro volta sul libero mercato, dando loro un buono-casa con cui integrare la quota del loro reddito disponibile per affittare una casa» dice Olivati.

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