(Foto di Yuri Colleoni)
La Lega va all’attacco sui costi legati all’accoglienza dei profughi in Bergamasca e, in una conferenza stampa, annuncia una campagna informativa fatta con volantini e manifesti nei paesi coinvolti, oltre che sui social network.
Lettura 1 min.La Lega va all’attacco sui costi legati all’accoglienza dei profughi in Bergamasca e, in una conferenza stampa, annuncia una campagna informativa fatta con volantini e manifesti nei paesi coinvolti, oltre che sui social network.
Non è più una questione di ordine pubblico o sanitaria - hanno detto il segretario Daniele Belotti e gli amministratori locali del Carroccio - ma economica: i 355 profughi che la bergamasca ospita (fra Sedrina, Vigano, Monasterolo, Casazza, Urgnano e S. Paolo d’Argon) costano ogni anno 4 milioni e mezzo.
Dice la Lega: lo Stato assegna alle cooperative che vincono il bando, fra loro anche la Caritas, 35 euro al giorno per profugo per coprire i costi dell’igiene, dei pasti, dei vestiti e delle ricariche telefoniche. Per il Carroccio però il costo reale sostenuto sarebbe del 25% più basso, quindi non sarebbe più solidarietà senza lucro: per questo invita le cooperative a pubblicare il bilancio di questa attività, per offrire massima trasparenza ai cittadini che pagano le tasse.
La Lega annuncia poi una mozione in tutti i consigli comunali della provincia per chiedere maggiore rispetto della amministrazioni locali (il sindaco di Sedrina sarebbe stato avvertito dell’arrivo del profughi mezz’ora prima) e per rendere obbligatorio il consenso dei sindaci all’insediamento dei profughi.
Per la Caritas la realtà è diversa: non è facile far quadrare i conti - aveva spiegato il direttore don Claudio Visconti - e per questo ai bandi della prefettura per l’accoglienza aderiscono in pochi. Ogni progetto di accoglienza si costruisce dopo aver aderito al bando della Prefettura.
Lo Stato - spiega don Claudio - finanzia una diaria di 30 o 35 euro al giorno, cifra nella quale bisogna far stare ogni voce di costo: l’accoglienza, il vitto, l’alloggio, i vestiti, lo stipendio degli educatori, le medicine e le visite mediche, i corsi di italiano, i viaggi a Milano presso la Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale.
Quella della Caritas è un’accoglienza a costo zero per i bergamaschi. È vero che i 30 euro della diaria giornaliera arrivano dai soldi delle tasse pagate dai cittadini allo Stato, ma per i Comuni non c’è alcun costo. Chiunque può accogliere queste persone, basta aderire ai bandi della Prefettura. Generalmente, però, non essendo convenienti, vi aderisce solo la Caritas o qualche cooperativa.
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