«No all’aumento dell’acqua»
L’appello arriva da 53 sindaci

Sindaco contro Uniacque. Cinquantatre primi cittadini lanciano un appello ai consiglieri provinciali e chiedono di non approvare il piano economico-finanziario della società che verrà sottoposto loro lunedì in Consiglio. Il fronte potrebbe allargarsi.

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Sindaco contro Uniacque. Cinquantatre primi cittadini lanciano un appello ai consiglieri provinciali e chiedono di non approvare il piano economico-finanziario della società che verrà sottoposto loro lunedì in Consiglio

Chiedono di approvare per il 2013 una tariffa dell’acqua non superiore a 0,95 euro e di dare mandato all’Ato (l’ente emanazione di Via Tasso) di mettere a punto «attraverso un percorso trasparente e partecipativo» una proposta di piano alternativa.

Una proposta che preveda l’utilizzo di altri strumenti: aumenti di capitale sociale, efficientazioni dei costi di gestione, nuove linee di credito per «contenere al minimo l’utilizzo degli aumenti tariffari».

L’iniziativa è di sabato , partita da un gruppo di sindaci ex Pdl. La lettera indirizzata ai consiglieri è stata sottoscritta da moltissimi primi cittadini di area centrodestra, Nuovo centrodestra (che fanno quindi riferimento ad Angelo Capelli) e che già la scorsa estate si erano detti scettici sul piano economico-finanziario di Uniacque.

Ma il fronte degli scontenti è composito e raccoglie anche i sindaci ribelli (soprattutto delle valli che non vogliono conferire le reti a Uniacque), alcuni della Lega e altri di qualche lista civica che fa riferimento al centrosinistra. Un fronte che, a quanto pare, potrebbe allargarsi ulteriormente.

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