Ucciso un Golden Retriever a Brignano
E accoltellata una lupa a Treviglio

«Probabilmente si era appoggiata alla recinzione pensando di ricevere delle coccole, invece le sono state inferte delle ferite che l’hanno uccisa. Il responsabile di quanto successo deve essere preso. È troppo facile prendersela con un cane indifeso».

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Mentre parla Erika Faccini, titolare dell’allevamento di Golden Retriever «Islabonita» di Brignano, rivede ancora la drammatica immagine di pochi giorni fa quando tornando a casa, in via Castel Rozzone, ha trovato stesa a terra Gaia, un Golden Retriever di 7 anni. Il cane era stato ucciso da quattro colpi inferti con oggetto tagliente: due sul torace e due sulla pancia. L’animale avrebbe dovuto partorire domenica e portava in grembo 8 cuccioli che sono deceduti.

Ad ucciderla è stato uno sconosciuto che l’ha colpita attraverso la recinzione dell’allevamento, che è diviso in due parti: in una sono tenuti i cuccioli, nell’altra i cani adulti. Qui c’era Gaia insieme a Ermione, Athena e Giada. Anche queste ultime due presentavano delle ferite, fortunatamente non gravi, alla testa e a una zampa, causate molto probabilmente da un colpo di bastone. Il Golden Retriver ucciso è stato sottoposto ad autopsia all’istituto zooprofilattico di Milano: è morto per la perforazione di un polmone.

L’apprensione è cresciuta dopo aver appreso che settimana scorsa, anche in un allevamento di Treviglio di lupi cecoslovacchi, si è verificato un episodio simile:una lupa è stata accoltellata. Subito soccorsa dal padrone allarmato dai latrati, è stata salvata dopo un’operazione durata 4 ore. Non va escluso che sia opera della stessa mano che ha ucciso a Brignano: «Dobbiamo fare in modo - conclude Faccini - di risalire all’identità di chi ha ucciso il nostro cane: è un pericolo per ogni animale tenuto in cortile».

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