Sabato 17 Aprile 2010

Il flamenco arriva al Creberg
con i Los Vivancos: guarda il video

C'è chi li definisce «adrenalina allo stato puro» e chi, pur di vederli, si accontenta persino del posto in ultima fila. Una cosa è certa, Los Vivancos sono indiscutibilmente, a livello europeo, il nuovo fenomeno del flamenco moderno che è arrivato venerdì sera sul prestigioso palco del Creberg teatro.

Sette è il numero emblematico che li unisce, 7 come la loro formazione, 7 come il titolo del loro ultimo lavoro: 7 hermanos. Sì perché, come la stessa lingua spagnola fa intendere, i sette ballerini in questione non sono solo colleghi ma anche fratelli. Hanno tutti nomi biblici (Elias, Judáh, Josua, Cristo, Israel, Aarón e Josué Vivancos), età media, trent'anni, e con già nelle gambe e nei piedi più di dieci anni di ribalte internazionali. Barcellona è la loro città natale e sono tutti figli d'arte: il padre, Pedro, era anch'egli un importante danzatore di flamenco, nonché, il loro primo maestro.

In famiglia non hanno coltivato soltanto l'arte gitana ma anche la musica; abilità approfondite in seguito nelle più rinomate scuole d'arte spagnole, americane e canadesi. Los Vivancos sono, di fatto, esperti musicisti, ognuno con la propria specialità, portata in scena, domani sera a fianco della danza sensuale e vigorosa che li contraddistingue. Dei veri fenomeni, insomma, accompagnati, comunque, sul palco bergamasco da altri cinque artisti (Omar Acosta, flauto ed ewi; Angelica Leiva, voce; Franco Bianco, percussioni; Carlos Orgaz, chitarra; Adolfo Delgado, pianoforte) tutti d'impronta classico-moderna flamenca e tanghera.

Le generazioni italiane più giovani non potranno fare a meno di riconoscere il ventottenne Cristo che ha partecipato alla seguitissima edizione di Amici 2007, dove già si era fatto notare per le sue doti di danzatore classico. È nello stesso anno che «Los hermanos» intraprende la sua prima tournée internazionale riscontrando subito grandi successi di pubblico e critica. Ma fiore all'occhiello del gruppo familiare resta comunque lo stile contaminato ed energico della gestualità in cui si fondono gli elementi classici del flamenco, del tango e della rumba insieme a quelli più scanzonati del rock e persino dell'hip-hop.
Guarda il video dello spettacolo

k.manenti

© riproduzione riservata