Cortolovere: premiato «Clacson»
Il Luccio d'oro al film di Kuroha

Cortolovere: premiato «Clacson» Il Luccio d'oro al film di Kuroha

Il film italiano Clacson di Tak Kuroha (al secolo Agostino Porro), è stato giudicato il miglior film della tredicesima edizione di cortoLovere - Festival Internazionale del Cortometraggio, aggiudicandosi il Luccio d'Oro e un premio in denaro di 4.000 euro, Premio Comune di Lovere.

La giuria dell'edizione 2010 del festival loverese - presieduta da Pupi Avati e composta, con lui, da Toni Secchi, direttore della fotografia; Bruno Bozzetto, cartoonist; Roberto Frattini, musicista; Francesco Zingrillo, giornalista; Daniela Ducoli, giornalista e Andrea Frambrosi, critico cinematografico - ha premiato il film con la seguente motivazione: «per la capacità di sintesi di un racconto teso che unisce creatività e professionalità».

Clacson
si è anche aggiudicato un secondo premio, quello per la miglior colonna sonora (Luccio d'Oro - Premio Bar Centrale di Lovere): «perché riesce ad innescare una tensione coinvolgente attraverso un'efficace commistione tra musica ed effetti sonori».

Per la miglior fotografia è stato premiato il film Sunny Side di Ivano Fachin: «per l'utilizzo del bianco e nero a denunciare il dramma dell'omologazione nel mondo moderno», aggiudicandosi il Luccio d'Oro - Premio Ascom Bergamo.

Miglior Soggetto è stato giudicato il film Il pomodoro di Alessio Angelico: «perché racconta in modo surreale e ironico la quotidiana lotta dell'uomo occidentale contro la burocrazia», il film è stato premiato con il Luccio d'Oro - Premio Camera di Commercio di Bergamo. Il pomodoro è stato anche giudicato dal pubblico come il miglior film della selezione, aggiudicandosi così il Premio Miglior Film della Giuria Popolare.

Miglior film straniero è il cortometraggio francese Rebus di François Vogel: «perché unisce originalità e abilità tecnica alla preziosità delle immagini», il film è stato premiato con la Targa L'Eco di Bergamo del Premio L'Eco di Bergamo, consegnata da Diego Colombo, caposervizio della redazione Cultura e spettacoli.

CortoLovere dedica da sempre uno spazio specifico ai lavori delle scuole: quest'anno è stato premiato il lavoro dei ragazzi dell'Istituto Comprensivo di Bienno che hanno realizzato un corto intitolato La buccia di banana. Il film - che si è aggiudicato l'Alborella d'Oro e 1.000 euro del Premio Provincia di Bergamo - è stato premiato «per l'entusiasmo e la semplicità con cui i bambini di terza elementare sono riusciti a trasmettere il messaggio ecologico della raccolta differenziata».

Miglior corto particolarmente adatto a un passaggio televisivo, è stato giudicato, infine, il film di Francesco Lettieri, K conjong - Chapter II che si è aggiudicato il Premio Miglior Corto per la Televisione, l'Alborella d'Oro e 1.000 euro del Premio San Marino RTV.

La cerimonia di premiazione si è svolta, come di consueto, al cinema teatro Crystal di Lovere, durante una serata di gala condotta dalla giornalista Rai , Maria Concetta Mattei e che ha visto alternarsi sul palcoscenico del teatro loverese oltre i registi dei film vincitori, numerosi ospiti e personalità.

Ospite d'onore, naturalmente, il presidente della giuria, il regista Pupi Avati del quale sta per uscire sugli schermi il suo quarantaduesimo film intitolato Una sconfinata giovinezza. Ma anche il cartoonist bergamasco Bruno Bozzetto che ha presentato, con il suo musicista Roberto Frattini, il suo ultimo lavoro intitolato Game. Ospite della serata anche la giornalista televisiva Carmen Lasorella, Direttore di San Marino RTV.

Diciannove erano quest'anno i cortometraggi selezionati dagli organizzatori della rassegna organizzata dalla Fondazione Domenico Oprandi: diciannove lavori tutti caratterizzati da un discreto livello tecnico, una buona coerenza narrativa (anche se in diversi lavori si è notata una certa qual difficoltà nell'arrivare a una conclusione coerente con le premesse), una più che buona padronanza del mezzo cinematografico.

I film vincitori ci sono sembrati meritevoli proprio per la loro capacità di sintesi (che non ha niente a che vedere con la durata del lavoro), delle storie che raccontano. Capaci di affrontare anche temi «alti» come l'omologazione dell'uomo contemporaneo, la sua alienazione e la sua difficoltà di vivere, con folgoranti idee narrative raccontate e concentrate in pochi minuti di proiezione.
 Luca Nobili

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