Sabato 02 Aprile 2011

Il «nuovo» Nek al Creberg
accende d'entusiasmo il pubblico

L'avventura continua, ormai da vent'anni. Gli occhi verdi di Nek guardano in faccia il successo e il pubblico risponde ancora con entusiasmo. Giovedì sera al Creberg Teatro, praticamente esaurito, prima tappa del tour europeo che porterà il cantante e autore di Sassuolo in giro per l'Italia ed il mondo sino a fine settembre. Un lungo viaggio a cui Filippo Neviani si è preparato con cura. Concerto prova ad Orvieto, e poi via da Bergamo verso nuovi orizzonti.

La novità sta soprattutto nel suono che Nek ha scelto per le canzoni: 27 in tutto, per due ore scarse di fuoco di fila. Poche parole e suoni scarni, per ricordare che le canzoni ora lui le preferisce così: dirette, immediate, con il basso e la batteria che fanno da albero motore e le due chitarre che viaggiano tra un riff e l'altro. L'idea è quella di rockizzare il pop, di renderlo più ruvido, d'impatto.

Disegno perfettamente riuscito. Concerto suonato dall'inizio alla fine, niente artifici: il basso nelle mani di Nek che suona come un basso, le chitarre che graffiano la batteria che batte. Niente artifici, nessun sequencer, solo i giri giusti per sostenere lo scheletro delle canzoni.

Si viaggia sulla lunghezza d'onda discografica dell'ultimo Greatest Hits. Con qualche ripescaggio dal passato prossimo e buona parte degli hit che hanno fatto la fortuna di Nek.Entusiasta dall'inizio, il pubblico scalpita sulle poltroncine sino a metà strada, ma quando il basso accende <+corsivo>Vulnerabile<+tondo> cambia il fronte e tutti s'infilano sotto il palco. Si salta, si balla ed il rito del concerto prende la piega più giusta.

Leggi di più su L'Eco di sabato 2 aprile.





m.sanfilippo

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