Mercoledì 22 Febbraio 2012

«Amare ancora»
Camisasca a Gorlago

«È possibile amare ancora? Innamorarsi, crescere i figli, essere fedeli... nel mondo di oggi e di domani La famiglia come bellissima tentazione per il futuro e non istituto del passato da difendere». Va controcorrente don Massimo Camisasca con il suo nuovo libro «Amare ancora (Messaggero Padova, 14 euro, pp. 144). L'autore sarà a Gorlago a presentare il nuovo libro con Franco Nembrini, docente e scrittore. L'appuntamento è venerdì 24 febbraio alle 21 al Teatro Carisma (ingresso libero).

Da prete, don Camisasca parla della famiglia in modo laico comprendendone le difficoltà e mostrandone, allo stesso tempo, le potenzialità: una promessa, una sfida, un'opportunità da riscoprire. Il sottotitolo «Genitori e figli nel mondo di oggi e di domani» suggerisce il tema portante del libro: i rapporti familiari, il legame tra genitori e figli, tra marito e moglie, strada esaltante e talvolta complicata verso la vita.

Don Camisasca è sicuro che la famiglia soffre ma non passerà mai di moda, perché custodisce i valori profondi della vita di ogni uomo. L'autore racconta il cuore dell'essere umano in tutte le fasi della vita degli affetti: l'innamoramento, il matrimonio, l'essere padre, madre e figli, la fedeltà, i fallimenti, il lavoro, il rapporto con le altre famiglie e con la società, la cura degli anziani. Don Camisasca legge tra le pieghe più nascoste i valori per cui ogni uomo vive e lotta, anche quando sembra dimenticarsene.

«L'uomo per essere felice cerca da sempre legami stabili, desidera che ciò che ama possa durare per sempre. Non è continuando a cambiare che si può essere più felici. Le difficoltà non sono i segni inevitabili di un fallimento ma la possibilità di un cambiamento - spiega l'autore -. Oggi è ancora possibile educare i propri figli nella misura in cui trasmettiamo non regole ma qualcosa che viviamo davvero. I figli cercano punti stabili nel rapporto con il padre e la madre. Educare significa prendere per mano il proprio bambino per portarlo a incontrare le cose, giocando con loro, passando del tempo con loro».

fa.tinaglia

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