Martedì 06 Marzo 2012

Altri Percorsi: al Donizetti
c'è Sabrina Impacciatore

Quarto appuntamento, lunedì 12 marzo alle 21 al teatro Donizetti, per il cartellone di «Altri Percorsi»: la rassegna, scrive il direttore artistico Luigi Giuliano Ceccarelli, «si tinge di rosa e ci porta nell'irrequieto e affascinante universo femminile raccontato in prima persona da tre protagoniste, tre figure diversissime», tra le quali «una donna moderna alle prese con le private, dolorose menzogne d'amore di un uomo, raccontata in "È stato così"», «una donna che, come una leonessa, ha fronteggiato da sola la storia, Cristina di Belgioioso, La belle joyeuse», in scena lo scorso mese di febbraio e «una donna alle prese con un dolce, profondo, complesso e intenso rapporto madre-figlia», protagonista della Casa di Ninetta, in programma in aprile a chiusura di stagione.

Teatro Donizetti
Lunedì 12 marzo 2012
È STATO COSÌ
di Natalia Ginzburg
regia Valerio Binasco
con Sabrina Impacciatore
produzione Pierfrancesco Pisani e ParmaConcerti
coproduzione Teatro della Tosse e Infinito srl


«Gli ho detto: - Dimmi la verità - e ha detto: - Quale verità - e disegnava in fretta qualcosa sul suo taccuino e m'ha mostrato cos'era, era un treno lungo lungo con una grossa nuvola di fumo nero e lui che si sporgeva dal finestrino e salutava col fazzoletto. Gli ho sparato negli occhi». È questo l'agghiacciante inizio dello spettacolo È stato così, tratto dal romanzo di Natalia Ginzburg.

È stato così è la storia di un amore disperato e geloso, una confessione dettata dalla dolorosa lucidità di una moglie che per anni ha sopportato la relazione extraconiugale del marito. Pervaso da sottile malinconia e lancinante infelicità, È stato così mette in scena, con un linguaggio semplice e insieme carico di pathos, i sentimenti, le passioni, le speranze di una donna sola, destinata a smarrire inesorabilmente la propria esistenza.

Ad interpretare questa donna, Sabrina Impacciatore, diretta da Valerio Binasco. «Natalia Ginzburg è per me tra i più importanti scrittori italiani - commenta il regista che già ha messo in scena dell'autrice Ti ho sposta per allegria e L'intervista-. Il suo scrivere “semplice” e musicale arriva a toccare corde emotive fortissime, eppure la sua immaginazione poetica non è attratta dall'eccezionalità. È la grandezza della sua poesia a restituire grandezza umana a “piccoli” personaggi, li consola di qualcosa che si potrebbe anche chiamare “il destino”. In questo modo le sue storie riguardanto tutti noi».

È stato così, pubblicato nel 1947, dopo la morte del marito Leone Ginzburg, torturato e ucciso per motivi politici e razziali nnel carcere di Regina Coeli, è un “quasi esordio” per la Ginzburg: il suo primo libro autografo. Ed è un romanzo dotato di una misteriosa cupa musicalità: «La sua protagonista senza nome - ancora con le parole di Binasco - è capace di attraversare tutta la sua tragedia con voce asciutta e dura, e tuttavia con un'ironia struggente e magicamente femminile». Un testo che non richiede effetti speciali; solo la sensibilità di una grande attrice e un regista capace di far risuonare le corde sottili dell'animo umano.

NOTE: è invece annullato l'incontro-conferenza condotto da Antonio Audino «Teatro e radio dal Dopoguerra ad oggi», inserito nel cartellone di Radio e Tv a Teatro, programmato, in concomitanza con lo spettacolo «È stato così», alle 18 di lunedì 12 marzo presso la Sala Conferenze del Teatro Donizetti.

r.clemente

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