Mercoledì 26 Settembre 2012

Il polittico del Moroni al restauro
Risplenderà grazie al Creberg

L'azione del tempo smorza il fiammeggiante rosso della veste di San Giovanni, rende poco vibrante il giallo del manto di San Giacomo, ogni colore si spegne, volti e corpi diventano piatti, essendo i colori imprigionati sotto la polvere e lo sporco.

«Un'omogenea patina grigiastra offusca la pellicola pittorica, rendendo difficile la lettura delle vivaci cromie tipiche del Moroni; anche l'alterazione della vernice toglie profondità e volumetrie», scrive nella relazione del sopralluogo preliminare al restauro Andrea Lutti, il restauratore che si occuperà del polittico della parrocchiale dei Santi Sette Fratelli Martiri di Ranica.

L'opera risulta più danneggiata nella pala centrale, raffigurante un Cristo con le braccia raccolte e il capo reclinato, ritratto mentre accoglie l'acqua con cui sarà battezzato da San Giovanni, in mezzo alla natura. Polvere, alterazione della vernice, sporco e varie cadute di colore interessano anche i quadri posti ai lati della pala centrale. Sulla sinistra San Giacomo e a destra San Giovanni Evangelista, in posizione perfettamente simmetrica, a cui si aggiungono quadretti posti sopra i due santi: a sinistra l'Angelo Nunziante e a destra la Vergine Maria, ritratta in una posa a tre quarti vestita di rosso e blu, colori che ancora per qualche mese non si potranno ammirare nella loro lucentezza originaria.

Anche in questo caso, come per la pala di Santo Spirito di Lorenzo Lotto e l'altra opera del Moroni – proveniente dalla chiesa di San Martino di Sovere – protagonista dei grandi restauri del 2013 della Fondazione Credito Bergamasco, l'opera verrà trasportata nella sede della banca di Porta Nuova, dove il pubblico potrà seguire, attraverso specifici appuntamenti, il procedere dei lavori e confrontarsi direttamente con i restauratori, a cui chiedere curiosità e informazioni sull'intervento in corso, per scoprire cosa accade dietro le quinte in un restauro.

«Oltre a un fine estetico, l'intervento di restauro si propone di ristabilire la riadesione della materia pittorica, risanare la struttura del supporto, assicurare un sostegno adeguato nella ricerca dei giusti equilibri, tenendo anche conto delle condizioni ambientali in cui è collocata l'opera». Questa la motivazione principale delle azioni di conservazione condotte quotidianamente dal team di restauratori che oltre a queste opere ha lavorato anche sulle tele di Lorenzo Lotto, opere incluse nella grande mostra dedicata al pittore alle Scuderie del Quirinale lo scorso anno.

«Questo restauro, come tutti gli interventi degli anni passati, richiede competenze tecniche, scientifiche e artistiche altissime da parte dei restauratori, depositari di un sapere e di un mestiere che rischia di essere messo in ginocchio, minacciato dalle contrazioni degli investimenti in ambito culturale e artistico causate dalla situazione economica in cui ci troviamo – conclude Angelo Piazzoli della Fondazione Credito Bergamasco –. Inoltre non solo le competenze, ma anche la cultura, l'arte e il patrimonio artistico possono essere una grande risorsa per un Paese come il nostro, che è un vero e proprio giacimento di bellezza da tutelare e valorizzare».

Serena Valietti

e.roncalli

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