Mercoledì 20 Febbraio 2013

Robert Doisneau a Milano
In mostra 200 scatti originali

Parigi 1950: Robert Doisneau scatta la foto che entrerà nell'immaginario di tutti gli innamorati: il «Bacio all'Hotel de Ville» – due ragazzi che si stringono, ignari di ciò che li circonda – è una delle immagini più conosciute del '900, riprodotta su poster, magliette, cartoline di tutto il mondo. Uno scatto rubato di cui, decenni dopo, l'autore avrebbe raccontato la genesi: «Avevo notato due fidanzati al Cafè Villars, in rue de Rivoli, poco lontano dal luogo dove è stata ripresa l'immagine. Iniziai a chiacchierare con loro e li convinsi a posare per me...».

La mostra «Robert Doisneau - Paris en libertè», dopo essere stata a Roma, si apre mercoledì 20 febbraio allo Spazio Oberdan di Milano (fino al 1° maggio) e presenterà 200 foto originali scattate dall'artista, fra il 1934 e il 1991, nella Ville Lumière. Un omaggio al poeta delle banlieue, capace di immortalare la vita di strada e dei suoi anonimi abitanti. Doisneau (1912-1994) inizia a fotografare nel 1930 scegliendo soggetti che - giornalisticamente parlando - non hanno «mercato». Scatta per il piacere di scattare, troppo timido per fotografare le persone cerca frammenti di «arredo urbano», materiali comuni, esaltati dalla luce naturale: «Mucchi di pietre per lastricare, cortine d'alberi, lanterne di quartiere, pezzi di grondaia... La mia collezione mi riempiva di gioia. Ma avevo diciotto anni e un'attrezzatura che non mi permetteva di fare foto in movimento» scrive nel suo diario: «Il mio occhio di giovane incisore alla ricerca di materiali interessanti si è probabilmente attardato su un ammasso di pietre. O forse ho ceduto al mio inconscio? Mio nonno faceva il cavapietre a Epernon nell'Eure-et-Loire».

In seguito abbandona le schematiche foto urbane e passa a quelle industriali, lavora per Renault, pubblica su Vogue ma non è la sua strada. Si appassiona alla cronaca, inizia a lavorare per l'agenzia Rapho a cui resterà legato tutta la vita. Guidato da un desiderio di libertà Doisneau fotografa, più per se stesso che per altri, la periferia di Parigi, Gentilly, il quartiere dove vive e lavora, dov'è nato e cresciuto. «La voglia di fare una fotografia - diceva - spesso è la continuazione di un sogno. Mi sveglio un mattino con una straordinaria gioia di vedere, di vivere… Allora devo andare. Ma non troppo lontano, perché se si lascia passare del tempo l'entusiasmo, il bisogno, la voglia di fare svaniscono».

fa.tinaglia

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