Lunedì 30 Settembre 2013

Cortolovere, vince l'Iran
Miglior film «Scale» di Rahbar

«Il nostro sguardo deve cogliere la polifonia del mondo»: lo dice l'attrice e regista Laura Morante, presidente della giuria della sedicesima edizione di CortoLovere e ospite d'onore della manifestazione, incontrando la stampa all'Accademia Tadini alla presenza, oltre che dell'attrice, del presidente onorario del Festival, Bruno Bozzetto, del presidente della Fondazione Domenico Oprandi, Vincenzo Pegurri e di due esponenti del gruppo Jackal che lavora sul Web.

Un'edizione che ha consegnato il premio per il miglior film a «Scale» del regista iraniano Ramin Rahbar, che si aggiudica il Luccio d'oro e il premio in denaro di 2.000 euro del Comune di Lovere. «Scale» è il termine inglese che significa «Bilancia» ed in effetti il sorprendente film di animazione del regista di Teheran mette in scena, in tre folgoranti minuti, il ribaltamento del mondo dalla preistoria al progresso e viceversa.

Il premio per la miglior fotografia (Luccio d'oro e premio Ascom Bergamo) è stato assegnato a «La mensola di Giulia» del regista milanese Samuele Romano, mentre quello per il miglior soggetto è stato assegnato (Luccio d'oro e premio Magie d'interni) al film «Pre Carità» del regista romano Flavio Costa. La migliore colonna sonora è stata attribuita al film «Shame and Glasses» (Luccio d'oro, premio Bar Centrale di Lovere) del regista romano Alessandro Riconda, mentre quello per il miglior film straniero (Luccio d'oro e Targa L'Eco di Bergamo) è andato al film «Verso l'Asia» della regista Irene Melis. Miglior film degli istituti scolastici (Persico d'oro premio Provincia di Bergamo) è stato votato «Lo S-Regolamento» di Alessandro Bonini di Manerbio. Per la miglior tecnologia si è aggiudicato il premio Forni Benedetti il film del regista milanese Asessio Fava, «Project Genesis».

Miglior corto di animazione (Alborella d'oro e 500 euro) è stato votato «Fiumana» di Julia Gromskaya della scuola di Pergola, Urbino. Il pubblico ha invece votato quasi plebiscitariamente il film «La legge di Jennifer» di Alessandro Capitani (targa dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Lovere). La giuria presieduta da Laura Morante ha poi voluto assegnare due menzioni speciali agli attori Asia Lupò, la piccola, sorprendente, interprete di «La legge di Jennifer» e a Guillermo Villega per il film «Verso l'Asia». Passata da poco alla regia con il film «Ciliegine», l'attrice Laura Morante ha raccontato di detestare i film con il «messaggio» perché «è molto più difficile capire l'estetica di un film che non il suo messaggio».

«Mi piace la forma breve – ha proseguito l'attrice – in tutte le forme d'arte tra cui il cinema, perché è un'arte a sé ed è molto difficile riuscire a concentrare in pochi minuti quello che si vorrebbe raccontare magari con più tempo». Ha raccontato dei suoi esordi nel film di Nanni Moretti «Sogni d'oro» e in «Bianca», sostiene che, forse, il settore più in crisi del cinema italiano è quello legato alla scrittura perché ti obbliga a scendere a continui compromessi con un settore sempre più burocratizzato e non coraggioso.

Concludendo, rispondendo ad una domanda di carattere più generale, dice che oggi «ci sarebbe bisogno di una nuova ondata di femminismo» e che il rispetto per la donna andrebbe insegnato nelle scuole.

r.clemente

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