A Torino si proietta il film documento di Zambelli sull’ex partigiano Rino
Il regista Andrea Zambelli

A Torino si proietta il film documento
di Zambelli sull’ex partigiano Rino

Ci credeva proprio in questo progetto il regista bergamasco Andrea Zambelli. Ci credeva così tanto da metterci vent’anni per realizzare il suo nuovo lavoro, un film-documentario intitolato «Rino-La mia ascia di guerra» (coprodotto da Lab 80 film, Metavisioni e Rossofuoco) in corso di presentazione (fino al 26 novembre) novembre alla 33esima edizione del Torino Film Festival.

Il film è incentrato sulla figura di Vittorio «Rino» Bonalumi ex partigiano che il regista conosce da sempre e che considera come una sorta di «nonno acquisito». «Era mio vicino di casa-– ha raccontato il regista - e, fin da ragazzo, mi aveva affascinato con i racconti della sua vita di combattente». È così che dal 1995, Zambelli - che nel frattempo ha intrapreso la carriera di regista - inizia a intervistare Rino, questo nonno acquisito, attraverso una serie di video accumulando qualcosa come cinquanta ore di girato alla ricerca «dell’uomo dietro l’eroe».

«Quando due anni fa Rino ha perso la memoria - racconta ancora il regista - mi sono deciso a terminare il film, recuperando tutto quello che avevamo girato insieme e ricercando in casa sua le vhs e i super8 girati da lui. In quel materiale ho scoperto un Rino che non avevo mai conosciuto. Non l’eroe partigiano, ma un uomo tranquillo, che amava la natura e i cavalli, affascinato dal cinema».

Il titolo si riferisce ad una rase del collettivo di scrittori Wu Ming secondo cui, appunto, «le storie non sono che asce di guerra da disseppellire». Sempre il Torino Film Festival presenterà il 25, 26 e 28 novembre, ancora nella sezione Italiana.doc, anche il documentario «Irrawaddy mon amoru» girato in Birmania dallo stesso Andrea Zambelli con la bergamasca Valeria Testagrossa e Nicola Grignani, lo stesso team di registi già autori di «Streplife» girato nel 2013 nella Striscia di Gaza che si era aggiudicato proprio al Festival di Torino il premio speciale della giuria.

I registi sono stati a Kyang Myaung, un piccolo villaggio sul fiume Irrawaddy per filmare la cerimonia di uno dei primi matrimoni omosessuali della Birmania. Torna al Festival di Torino anche un altro bergamasco, il regista e scrittore Luca Ferri che presenta, nella sezione Onde, il suo «Una società di servizi» girato negli affollati padiglioni del Forum internazionale di Tokyo.
Andrea Frambrosi


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