Bellezza, diversità, disabilità
Sanremo dà fiato alla vita dura

L’omaggio a Claudio Abbado, a un mese dalla sua scomparsa, ha aperto la terza serata del festival di Sanremo. A eseguire Le nozze di Figaro di Mozart, l’Orchestra Filarmonica de La Fenice diretta da Diego Matheuz. VOTA IL SONDAGGIO

Bellezza, diversità, disabilità Sanremo dà fiato alla vita dura
Fabio Fazio e Luciana Littizzetto con il ballerino Dergin Tokmak durante la terza serata del Festival di Sanremo
(Foto di CLAUDIO ONORATI)

L’omaggio a Claudio Abbado, a un mese dalla sua scomparsa, ha aperto la terza serata del festival di Sanremo. A eseguire Le nozze di Figaro di Mozart, l’Orchestra Filarmonica de La Fenice diretta da Diego Matheuz, il giovane talento venezuelano che ha collaborato con il maestro. Dopo una breve conversazione con Matheuz, Fazio ha rivolto un pensiero alla situazione dell’Ucraina.

«Sanremo è molto visto anche nei Paesi dell’Est. E parlando dell’Est il pensiero di tutti noi va ai fatti terribili, tragici che la cronaca ci sta raccontando». In apertura della terza serata del festival di Sanremo, dopo l’omaggio a Claudio Abbado con l’Orchestra Filarmonica del teatro la Fenice diretta dal maestro Diego Matheuz, Fabio Fazio ha citato la tragedia dell’Ucraina.

Sembra un’interruzione ai danni di Fabio Fazio, ma è un flashmob musicale: è la sorpresa della terza serata del festival di Sanremo. Mentre Fabio Fazio, dopo l’intervento di Flavio Caroli, stava parlando di Van Gogh, è stato interrotto da un uomo in platea: “Vogliamo sentire la musica!”. “Ma cos’è, una moda, un virus?”, si è chiesto il conduttore. È partita così l’esibizione di Shai Fishman and the a cappella all stars, tra i più seguiti sul web. Sono trenta cantanti che si esibiscono in tutto il mondo utilizzando solo le voci per costruire melodie, canzoni e ritmica (beat box) riproducendo i suoni di una intera orchestra. Il leader e tutti componenti della formazione sono israeliani. “Questa l’abbiamo organizzata noi”, ha chiosato Fazio.

La bellezza, la diversità e la disabilità. Luciana Littizzetto si è inserita nel fil rouge del festival mescolando, secondo il suo stile, umorismo e concetti importanti. Dopo una serie di battute, è entrata nel tema: «Per le donne la bellezza sta diventando un’ossessione, più passa il tempo più ringiovaniscono - ha detto - e quando i giornalisti chiedono “qual è il segreto della tua eterna bellezza?”, la risposta è “non faccio niente, vita sana e qualche integratore”. Ma vaffan.. va... scusa Leone, hakuna matata» ha aggiunto rivolta al direttore di Rai1.

«Ho una ruga in fronte che siamo in tre in Italia, io la Fornero e Ligabue - ha scherzato l’attrice -. La bellezza non è la normalità, un mondo di tutti uguali è come il nazismo che uccideva i deboli e i diversi, la bellezza è Alex Zanardi, la bellezza è Lucia Annibali, la donna sfregiata con l’acido che ha denunciato il suo torturatore e ha saputo ripartire».

E ancora: «Quanto tempo ci vorrà perché un bambino down appaia in una pubblicità della Nutella o nella famiglia tradizionale della Barilla? Alla televisione inglese c’è una conduttrice senza un braccio e qualcuno ha protestato perché i bambini si possono spaventare. Perché, due tette grandi come la cupola di San Pietro sono normali e un braccio solo no? Mamma, se fai credere ai tuoi figli che la vita è come i cartoni animati e non sai spiegare perché un bambino tira i libri alla maestra oppure non riesce a parlare, non puoi sorprenderti se poi dà fuoco a un barbone ubriaco e sporco, perché i fiammiferi glieli hai dati tu».

Subito dopo il monologo di Luciana Littizzetto sulla bellezza della diversità e della disabilità, sul palco è arrivato Dergin Tokmak, ballerino e acrobata tedesco, famoso per le sue performance con le stampelle. Tokmak, classe 1973, affetto da poliomelite dall’età di un anno, ha perso il controllo della sinistra e in parte sulla gamba destra. Nonostante un lungo periodo passato in ospedale, nessuna cura è riuscita a restituirgli il controllo della gamba. Ha imparato a camminare sulle mani. A 12 anni a ballare con le stampelle dando vita a un proprio genere di danza. Poi la passione per la break dance e si avvicina alla scena hip hop tedesca. Dal 2004 è l’unico artista tedesco del Cirque du Soleil.

Renzo Arbore trionfa all’Ariston con la canzone napoletana. Arbore a Sanremo è venuto per ricevere un riconoscimento per la sua carriera a 28 anni dalla sua partecipazione alla gara con “Il clarinetto”. Dopo alcuni aneddoti e battute sul metodo con cui anticipa “la vecchiaia: studio i miei amici più anziani per intenerire i miei musicisti”, “Ho fondato un’associazione, Amnesy International”, si è dedicato alla musica con l’inevitabile “Ma la notte”, l’omaggio a Roberto Murolo di “Reginella” e “Come facette mammeta” in chiave rock che ha scatenato l’entusiasmo del teatro che alla fine lo ha salutato con una standing ovation.

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