«Bergamo Film Meeting» a rischio addio Altre città  lo vogliono, patrimonio da tutelare

«Bergamo Film Meeting» a rischio addio
Altre città lo vogliono, patrimonio da tutelare

Il presidente della Fondazione Alasca, Angelo Signorelli: «Abbiamo ricevuto offerte da altre città» «Scaduto il contratto all’ex Baroni, cerchiamo una nuova sede». Archivio, foto, film: un patrimonio a rischio.

Bergamo Film Meeting potrebbe emigrare verso altri lidi, fuori dalle mura amiche. Notizia infausta non solo per cinefili o appassionati della cosiddetta «settima arte», ma pure per la città che perderebbe, oltre a un festival internazionale invidiato da tutti, anche un pezzo di storia cinematografica, che qui ha messo radici da decenni e un’istituzione culturale fiore all’occhiello di Bergamo. «In effetti abbiamo avuto richieste da diverse città del nord Italia», sussurra Angelo Signorelli, presidente di Fondazione Alasca, vicepresidente di Bfm, deus ex machina di innumerevoli iniziative legate al pianeta cinema. Una conferma dal tono laconico, sommesso e nostalgico al tempo stesso, perché segnerebbe una sconfitta, un’ altra occasione perduta per la città.

Il pensiero su un ipotetico trasferimento fuori dai confini orobici del Bfm fa il paio con l’inevitabile trasloco della Fondazione Alasca dall’ ex collegio Baroni di via Pignolo, che dovrà avvenire entro l’ 8 febbraio, data di scadenza del comodato d’uso sottoscritto con l’ Università, la quale ora destinerà gli spazi al Centro Studi sul territorio «Lelio Pagani», prima a Casa Suardi; al Centro arti visive, ora nella Casa dell’ Arciprete in via Donizetti; all’ associazione dei laureati dell’ Ateneo Luber.


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