Lunedì 10 Aprile 2006

Francesco Bosis al Santuario della Basella

L’immagine pittorica ha lo scopo di suscitare vive emozioni in coloro che le osservano, per cui devono essere motivo di continue attenzioni da parte dell’artista allo scopo di presentare dipinti che contengano dei valori a carattere interpretativo. Logicamente si tratta di valori che abbracciano per intero il campo dell’arte in quanto tale e i suoi contenuti. È quanto si può evidenziare dalle opere che presenta il pittore bergamasco Francesco Bosis il quale, nei prossimi giorni in occasione delle feste pasquali, esporrà la sua personale presso la Sala esposizioni del Santuario della Basella di Urgnano.

L’esame dei dipinti di Francesco Bosis è di facile esecuzione in quanto egli si serve di un figurativo di immediata comunicabilità e che non richiede spiegazioni al riguardo. Il suo «linguaggio» pittorico è più che mai «lineare» nella esposizione, è avulso da ogni concettualità che potrebbe portare a fraintesi, è concepito con un attento accento ad una cultura contemporanea a noi più familiare, per cui il suo stilema si sviluppa attraverso un neo-figurativo ben ragionato e realizzato. Le tematiche della natura costituiscono per Francesco Bosis il suo «campo» di studio, dal quale egli sa trarre le sue ispirazioni per i soggetti da realizzare sulla tela. Sono soggetti a tutti noi ben noti e conosciuti ma da Francesco Bosis resi con accenti poetici così come appunto gli artisti sanno fare. Magari non si raggiungeranno i traguardi conquistati dai grandi maestri del passato, ma non importa. Ciò che conta è che un pittore sappia rendere ben chiara ed evidente una sua idea.
E noi siamo dell’avviso che Francesco Bosis vi riesca in pienezza, soprattutto perché troviamo in lui, oltre allo stilema neo-figurativo di cui si è detto, una struttura compositiva equilibrata e un cromatismo armonizzato con intelligenza nelle varie tonalità. Sicuramente sono anche queste tonalità ricche di timbri caldi e vivaci a destare interesse per la pittura di Francesco Bosis poiché tutti sappiamo che i colori di una variegata tavolozza sono segno evidente dell’artista a rendere «viva» l’immaginazione pittorica e a coinvolgere il fruitore in quelle intime emozioni da noi qui sopra ricordate.
Francesco Bosis vi riesce e a lui vanno a merito i positivi consensi del pubblico fino ad oggi ottenuti e che sono garanzia di altri ancor più numerosi.

Durata della mostra
dal 15 al 17 aprile
Orari
dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 19,30
Dove
Sala esposizioni Santuario della Basella – Urgnano

(10/04/2006)Lino Lazzari

g.francinetti

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