Giornate Fai: da Stezzano a Città Alta Nel weekend un pieno di cultura

Giornate Fai: da Stezzano a Città Alta
Nel weekend un pieno di cultura

Sabato 21 e domenica 22 marzo va in scena il più grande evento dedicato ai beni culturali, un appuntamento che da anni dimostra la voglia di partecipazione e l’orgoglio di appartenere a una collettività che ama i luoghi in cui vive.

Si tratta delle Giornate Fai di Primavera, giunte quest’anno alla 23ª edizione. Rappresentano anche un momento molto importante di raccolta fondi, indispensabili per proseguire nell’opera di salvaguardia e recupero dello straordinario patrimonio culturale del nostro Paese. I fondi raccolti saranno impiegati in particolare per la manutenzione dei Beni Fai aperti al pubblico.

La delegazione Fai di Bergamo offrirà anche quest’anno la possibilità di scoprire o riscoprire angoli del nostro territorio meno noti. Il tema individuato è: «La campagna attorno alla città: ville padronali e luoghi di devozione».

Stezzano

Stezzano

Ad essere stato scelto, più del singolo luogo, è stato un intero paese: Stezzano. Borgo alle porte della città era il centro delle attività legate all’agricoltura di alcune delle famiglie aristocratiche di Bergamo, se non le più blasonate, di certo fra le più facoltose. Le loro ville dialogano magnificamente con il tessuto del piccolo centro storico e mostrano la capacità di costruire paesaggi urbani in armonia con l’ambiente circostante, di certo voluta e ricercata da committenti molto attenti.

Nell’anno dell’Expo, è parso opportuno cogliere l’occasione per richiamare l’attenzione sulla gestione delle aree periurbane, sulla loro storia agricola e su attività ormai scomparse come la bachicoltura, con il non troppo celato intendo di mostrare la bellezza di quanto è rimasto e che deve assolutamente essere preservato.

I volontari della Delegazione FAI di Bergamo hanno individuato quattro luoghi da scoprire: PROGRAMMA, ORARI E DETTAGLI NEGLI ALLEGATI

Villa Grumelli Pedrocca – Maffeis, una delle ville che segnano il volto di Stezzano
Si tratta di una villa di campagna, pur trovandosi nel pieno centro cittadino, realizzata nel XVIII secolo e trasformata nel corso dell’800. Alle spalle dell’edificio, oltre il giardino geometrico, si estendevano un tempo campi e filari di gelsi, a testimonianza dell’importanza della bachicoltura e della tessitura della seta, attività economiche fondamentali per i Grumelli Pedrocca, prima, e i Maffeis poi. La villa ospita oggi il Municipio e la sua facciata contribuisce a creare la quinta scenica di piazza Libertà: un interessante esempio di riuso pubblico di un edificio che per un paio di secoli era stato visto solo dall’esterno dagli stezzanesi.

Villa Caroli Zanchi

Villa Caroli Zanchi

Villa Caroli Zanchi si trova al limitare del centro storico di Stezzano, in direzione sud Apparteneva a una famiglia di antica aristocrazia bergamasca ed era il fulcro delle loro attività agricole, con particolare attenzione alla coltivazione del mais e del gelso. Ancora una volta siamo in presenza di una casa di campagna, centro di interessi economici, ma anche luogo di villeggiatura, circondata da un grande parco. Edificata nel secondo quarto dell’800 ospita ricche decorazioni nelle sale a tema, e conserva l’originale scuderia. E’ stata oggetto di un recupero da parte di privati che l’ha salvata dall’abbandono.

Santuario della Madonna dei Campi
Luogo di devozione per eccellenza degli stezzanesi e non solo. È parso naturale abbinarlo alle ville di campagna, stante la sua denominazione. Si tratta di uno scrigno d’arte, con opere che vanno dal ’500 al ’900, di autori quali Andrea Previtali, Gian Paolo Cavagna, Carlo Ceresa, Antonio Cifrondi Giulio Quaglio, Francesco Polazzo, Marco Olmo, Giuseppe Roncelli. Il Santuario, che sorgeva isolato in mezzo alla campagna, ricorda il legame fra fede e natura, e i riti, ormai dimenticati, che scandivano le stagioni dell’anno.

Il Santuario della Madonna dei Campi di Stezzano

Il Santuario della Madonna dei Campi di Stezzano

Chiesa di Santa Grata in Columnellis in Città Alta
Non poteva però mancare l’apertura di un luogo nella città di Bergamo. Il monastero benedettino femminile di clausura, menzionato in una permuta del 938 come di Santa Maria Vecchia, venne ufficialmente riconosciuto nel 1049. Soppresso due volte, venne riaperto nel 1817. L’attuale chiesa, consacrata nel ‘600, è luminosissima e ricoperta da una fitta decorazione a stucco. Fra le molte opere d’arte, la pala d’altare con la Madonna in gloria e santi, realizzata nel 1623 da Enea Salmeggia, con sullo sfondo uno scorcio di Bergamo nel ‘600.

Chiesa di Santa Grata in Columnellis

Chiesa di Santa Grata in Columnellis

Un ideale legame con la bachicoltura è rappresentato dall’esposizione, nel vestibolo della Chiesa, di preziosi manufatti in seta (pianete del ‘700 realizzate e ricamate in seta) che fanno parte del «tesoro del monastero».

L’apertura sarà il 19 marzo alle ore 20.30 presso il Santuario della Madonna dei Campi di Stezzano con il concerto, aperto a tutti, con musiche di Bach, Händel, Caldara, Scarlatti, Vivaldi, Alessandro Chiantoni, nell’ambito del progetto “FAImusica con noi”. A suonare l’organo (si tratta di un organo Bossi!), il flauto e a cantare da soprano saranno giovani musicisti.

Un altro appuntamento di «FAImusica con noi» attende i visitatori di Villa Grumelli Pedrocca – Maffeis: due esibizioni musicali, sabato e domenica, abbinati ai tour delle 15 e delle 16, a cura degli allievi dell’indirizzo musicale dell’Istituto Comprensivo Caroli di Stezzano. Nel percorso di visita sarà inoltre possibile ammirare la mostra fotografica “Stezzano la Storia” con immagini che mostrano come era e come è il paese.

Chi domenica 22 marzo deciderà, invece, di scoprire Santa Grata in Columnellis potrà trattenersi alla conclusione delle visite per partecipare al Vespro ed alla Benedizione e ascoltare, dalle 16,45, le monache intonare il canto gregoriano.

Nel percorso di visita della Villa Caroli Zanchi, all’interno delle scuderie, è inserita la Mostra sulla gelsibachicoltura in collaborazione con il Museo di Scienze Naturali Enrico Caffi di Bergamo. Nella sola giornata di domenica 22 marzo, sempre durante la visita, sarà possibile assistere al “Ballo in costume” con la Compagnia “Società di danza Circolo Bergamasco” di Stezzano.

Le Giornate FAI di Primavera rappresentano anche un’ottima occasione per visitare l’unico bene Fai presente in provincia di Bergamo, il Mulino Maurizio Gervasoni di Baresi, a Roncobello in Valle Brembana.

il Mulino Maurizio Gervasoni di Baresi, a Roncobello in Valle Brembana

il Mulino Maurizio Gervasoni di Baresi, a Roncobello in Valle Brembana

Per l’elenco completo delle aperture delle Giornate Fai consultare il sito giornatefai.it oppure telefonare al numero 06 6619 3495. Con un touch si potrà inoltre scaricare dagli store di Google e Apple l’app gratuita delle Giornate FAI di Primavera (appgiornatefai.it).

Le Giornate Fai di Primavera sono aperte a tutti, ma un trattamento di favore viene riservato agli iscritti Fai – e a chi si iscrive durante le giornate - a chi sostiene la Fondazione con partecipazione e concretezza. A loro saranno dedicate a Villa Caroli Zanchi, e negli altri beni in caso di particolare afflusso di pubblico, corsie preferenziali, perché iscriversi al FAI è un gesto civile e al tempo stesso un beneficio: conviene a se stessi e fa bene all’Italia.


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