Giovanni Battista Moroni a Londra Mostra alla Royal Academy of Arts

Giovanni Battista Moroni a Londra
Mostra alla Royal Academy of Arts

Rappresentare la vita interiore partendo da un volto: è forse la naturale umanità dei soggetti ciò che più suscita l'ammirazione di chi si trova a osservare i ritratti di Giovanni Battista Moroni (1520-1579), uno dei maestri della pittura italiana del XVI secolo.

Ma la sensibilità raffinata dell'artista originario di Albino, si espresse con efficacia anche nell'arte religiosa, settore questo che nella sua produzione pittorica è forse rimasto più in ombra. Proprio per documentare il talento che nel corso del 1500 Moroni manifestò non soltanto come ritrattista ma anche come pittore di soggetti religiosi, la Royal Academy of Arts di Londra ospita fino al 25 gennaio la mostra «Giovanni Battista Moroni. The sackler Wing» , a cura di Simone Facchinetti e Arturo Galansino.

Dai lavori influenzati da Lorenzo Lotto e dal Moretto (il maestro di Moroni), fino ai dipinti realizzati su commissione a Bergamo, dove l'artista riuscì a godere di grande fama, il pubblico avrà l'occasione di osservare oltre 40 opere (tra cui una serie di pale d'altare provenienti da alcune chiese bergamasche), grazie a una mostra che si configura come una vera e propria immersione nello stile del pittore.

Se pure differenti, c'è un tratto comune che emerge dal confronto diretto tra le opere religiose e i ritratti: la capacità di Moroni di rappresentare il mondo circostante intuendone i cambiamenti. Così facendo, ogni dipinto viene reso dall'artista un autentico specchio della propria epoca.

Non solo aristocratici e grandi dame, ma anche i membri della borghesia (funzionari, artigiani, intellettuali) tra i soggetti scelti da Moroni per la ritrattistica, tutti resi sulla tela con un realismo e un'immediatezza particolarmente accentuati. Lo dimostra uno dei capolavori esposti, «Il sarto» (1565-1570), che costituisce il primo ritratto conosciuto di un uomo raffigurato mentre intraprende il lavoro manuale.

Le opere religiose, tra cui «L'Ultima cena» (1566-1569) e il «Devoto in contemplazione del battesimo di Cristo» (1555-1560), sono la diretta testimonianza di quanto stesse accadendo all'epoca nella chiesa, con il Concilio di Trento e i principi della Controriforma. In seguito alla visita del cardinale Carlo Borromeo alla Diocesi di Bergamo nel 1575, grande attuatore della riforma cattolica, fu infatti Moroni il pittore che maggiormente venne chiamato a interpretare i dettami imposti dal religioso per adeguare all'istanza di rinnovamento le chiese e la produzione artistica religiosa.

Marzia Apice


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