Gli obiettivi della Fondazione Manzù «Una mostra itinerante nel 2019»

Gli obiettivi della Fondazione Manzù
«Una mostra itinerante nel 2019»

È nata ufficialmente a Bergamo la Fondazione Pio Manzù, dedicata al design e alla memoria del grande progettista bergamasco. La Fondazione, fortemente voluta dai figli Giacomo e Francesca, si propone di fare da ponte tra università e impresa e ha già alcuni obiettivi concreti.

Il primo è il catalogo ragionato delle opere di Manzù, che uscirà per Skira nel 2016: «Vogliamo raccogliere e organizzare tutto il materiale prodotto da mio padre», dice Giacomo Manzoni. «La sua attività interrotta dalla morte prematura fu frenetica e poco conosciuta al grande pubblico. Tutti conoscono la Fiat 127 ma pochi sanno che a disegnarla fu Pio Manzù».

La presentazione della Fondazione Pio Manzù

La presentazione della Fondazione Pio Manzù
(Foto by Yuri Colleoni)

Il secondo obiettivo sarà realizzare per il 2019, anno del cinquantennale della morte - avvenuta a causa di un incidente stradale, quando Pio non aveva ancora compiuto 30 anni – una grande mostra itinerante del lavoro di questo protagonista della stagione d’oro del design italiano. Il terzo obiettivo a breve termine è trovare una sede, probabilmente su Milano.

La famiglia di Pio Mazù

La famiglia di Pio Mazù
(Foto by Yuri Colleoni)

Giacomo Manzoni, presidente della Fondazione Pio Manzù, pensa a «una casa comune che riunisca sotto lo stesso tetto tutte le fondazioni dedicate ai grandi padri del design italiano presentando, soprattutto all’estero, un’immagine completa e sfaccettata del design made in Italy». «Coltivare la memoria è un compito che spesso si assumono figli e familiari, ma contiamo in un appoggio anche istituzionale» ha commentato con una nota polemica Marco Bonetto, figlio di un altro grande designer, Rodolfo Bonetto.

Alla presentazione della Fondazione Pio Manzù'

Alla presentazione della Fondazione Pio Manzù'
(Foto by Yuri Colleoni)

Diversi i suggerimenti arrivati dal palco su cosa dovrà fare la Fondazione: «Non dovrà occuparsi di formazione – ha consigliato Bonetto – perché è un settore con un’offerta già ampia in Italia. Dovrà creare momenti di incontro tra studenti e giovani professionisti e - perché no? - pensare non solo al passato ma riflettere su quel che sarà l’auto di domani». Il direttore della Gamec, Giacinto Di Pietrantonio, ha suggerito di valorizzare il lavoro di Manzù anche favorendo tesi di laurea, premi, mostre. Al centro il mondo dell’automobile, grande passione di Pio fin dai tempi dell’università.


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