Giovedì 03 Luglio 2014

I 120 anni di «bisnonno» Giopì:

periodico più vecchio della provincia

La copertina del volume che ricorda i 120 anni del periodico Giopì

«Ci consta, sia detto per inciso, che il Giopì sia il più antico tra i periodici bergamaschi ancora in attività». Lo scrive - tanto per dire che non è roba da sottovalutare - Gianluigi Morosini, direttore del quindicinale «Giopì» del Ducato di Piazza Pontida, nell’introduzione al ponderoso e interessante volume edito per commemorare il 120 anni del periodico, il cui primo numero apparve a Bergamo il 25 novembre 1894.

«La pubblicazione - come scrive il Duca onorario Bruno Agazzi nella sua presentazione - non si è risolta in una sorta di cerimonia a uso e consumo esclusivo dei soci del Ducato, ma ambisce ad aggiungere qualche pagina significativa alla storia della città, in particolare per quel che riguarda le vicende della cultura bergamasca a cavallo di tre secoli».

La conferma si ha scorrendo le oltre 200 pagine, ricche di foto storiche a sostegno degli autorevoli scritti di ben sedici collaboratori del periodico, tutti studiosi di storia locale, ricercatori attenti e appassionati. Ognuno di loro ha toccato un particolare aspetto della lunga storia di «critica costruttiva» che il giornale ha esercitato in città per oltre un secolo.

Caratteristica del Giopì è infatti sempre stato l’interesse per la vita della città e della provincia, nelle sue manifestazioni più differenti. I sedici capitoli, più o meno lunghi ed esaustivi ma tutti capaci di attrarre lettura attenta da parte degli appassionati di storia orobica, sono firmati da Sergio Beretta, Elisabetta Calcaterra, Franz Cancelli, Marco Cimmino, Salvatore Cortese, Alessandro Cuppini, Enzo De Canio, Lorenzo Geroldi, Marcella Lombardo, Bernardino Luiselli, Piero Marcellini, Gianluigi Morosini, Pietro Mosca, Maria Luisa Rondi, Mario Sigismondi, Silverio Signorelli. Le caricature degli autori dei testi sono di Silvana Capelli, il disegno della copertina di Franz Cancelli. Il volume non è in vendita, ma può esserne fatta richiesta al Ducato, con possibilità di lasciare un contributo per le attività dell’associazione.

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