«Io sono il sarto. Moroni a Bergamo» Dal 4 dicembre in tre spazi espositivi

«Io sono il sarto. Moroni a Bergamo»
Dal 4 dicembre in tre spazi espositivi

Nell’aula consiliare di Palazzo Frizzoni è stato presentato il percorso espositivo dedicato a Giovan Battista Moroni «Io sono il sarto. Moroni a Bergamo» in programma dal 4 dicembre.

Il pezzo forte sarà «Il Sarto», il capolavoro di Gian Battista Moroni che da 4 dicembre al 28 febbraio 2016 sarà esposto all’Accademia Carrara proveniente dalla National Gallery di Londra. Il progetto è strutturato come un museo moroniano diffuso perché in poco più di un km , e in tre sedi espositive diverse, ovvero l’Accademia Carrara, il museo Bernareggi e palazzo Moroni in Città Alta, saranno in mostra tra i maggiori capolavori del pittore albinese del Cinquecento.

L’Accademia Carrara

L’Accademia Carrara

«Il Sarto», che dovrebbe arrivare nella nostra città circa tre giorni prima dell’inaugurazione, sarà esposto in una sala monografica dedicata a Moroni. «Il Moroni e il sacro» sarà il tema del museo Bernareggi con otto dipinti e il ritratto di Gian Girolamo Albani. Da segnalare in questo caso i Polittici e «L’ultima cena di Romano di Lombardia». Infine, a Palazzo Moroni saranno in mostra tre opera, tra le quali il famoso «Il cavaliere in rosa».

Il cavaliere in rosa di Giovan Battista Moroni

Il cavaliere in rosa di Giovan Battista Moroni

Gli orari saranno uniformati: apertura dalle 10 alle 19 con chiusura il lunedì. Ecco i prezzi: 12 euro intero, 10 euro ridotto e gratis gli under 18. Il biglietto consentirà di accedere a tutti e tre gli spazi espositivi. per maggiori informazioni sarà possibile collegarsi al sito www.iosonoilsarto.it. Ecco un video di Youtube dedicato a Moroni e i tweet dell’Accademia Carrara che racconta i momenti più significativi della conferenza stampa.

«Un’opera specialissima. È il capolavoro di Moroni. Che è conosciuto internazionalmente soprattutto grazie a questo quadro» sottolineò in estate Cristina Rodeschini, direttore responsabile Accademia Carrara e Gamec. «Il sarto», famosa opera del pittore albinese del ’500, sarà esposto all’Accademia Carrara da dicembre a febbraio. Un prestito dalla National Gallery di Londra, che verrà collocato, ovviamente, nella sala dedicata al Moroni. «Il quadro rappresenta un caso eccezionale anche per il soggetto. La ritrattistica era per solito riservata alle classi alte, nobiliari. Qui invece è in posa un artigiano, anche se di alto livello. Quella del sarto, un po’ come oggi, mutatis mutandis, era professione considerata e ben remunerata». Il personaggio ritratto è chiamato «il sarto» perché sta confezionando un abito: «Ma non sappiamo chi sia, né se, quando, da chi Moroni sia stato incaricato di eseguire il dipinto».

Giovanni Battista Moroni, «Il sarto», Londra, National gallery

Giovanni Battista Moroni, «Il sarto», Londra, National gallery

Probabilmente una commissione dello stesso abbiente artigiano, che indossa, per l’occasione, un abito molto ricco, di seta. Di cui gli esperti di storia del costume hanno rilevato la fattura estremamente ricercata. La datazione ruota intorno al 1570, «anche o soprattutto per motivi stilistici: è evidentemente un’opera matura del pittore, di qualità eccelsa». Faceva parte della collezione Frizzoni, famiglia svizzera che ha operato a lungo a Bergamo, un tempo proprietaria dell’attuale palazzo del Comune, dove il dipinto era allocato.

I Frizzoni lo acquistarono tra Sette e Ottocento, prima apparteneva alla nobile famiglia veneziana dei Grimani. Negli anni ’60 dell’Ottocento lo rilevò il primo direttore della National Gallery di Londra, dove attualmente è custodito. Quello che ora lo riporta a Bergamo è un prestito eccezionale anche perché questo dipinto «non è mai tornato in città», nonostante le varie mostre dedicate al pittore che qui si sono tenute.

«Il prestito del Sarto - aveva ricordato, sempre lo scorso agosto, l’assessore alla Cultura Nadia Ghisalberti - conferma che la Carrara, appena riaperta, si colloca al livello dei più importanti e prestigiosi musei internazionali, e dialoga con essi efficacemente. Bisogna dare atto a Cristina Rodeschini di avere intrecciato relazioni internazionali importanti, segnatamente con la Royal Academy».


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