Le prime pagine de «L’Eco»
Giovedì 13 in edicola il 2° volume

È una carrellata nel tempo, è salire sulla giostra degli anni perché ogni notizia di queste prime pagine dell’Eco rimandano a un mondo diverso, a fatti lontani, ma importanti.

Il primo volume di questa iniziativa del nostro giornale ha avuto un riscontro molto positivo. Esiste una curiosità diffusa, una sete di sapere riguardante il passato. Ora esce il secondo volume della prime pagine de L’Eco di Bergamo che consente di continuare questo viaggio nel tempo. Il libro, curato da Pino Capellini ed Emanuele Falchetti, si apre con l’editoriale del direttore Giorgio Gandola e quindi affronta il periodo 1946-1958. Per ogni fase storica una introduzione. Scrivono i curatori: «La guerra è finita. È ora di ricostruire. La disoccupazione e la povertà preoccupano e si cerca di arginare grazie agli aiuti americani attraverso il Piano Marshall. Il 1946 inizia con il ripristino dell’erogazione del gas; a ottobre riaprono le scuole elementari. I paesi bergamaschi accorpati durante il fascismo riprendono i loro nomi originari. Nasce la Repubblica Italiana e «L’Eco» annuncia i nomi dei deputati bergamaschi alla Costituente...».

E poi le pagine. Il 7 giugno 1946 L’Eco esce con una edizione straordinaria. Ancora non esisteva la televisione, Internet non era neppure un sogno, i giornali con una certa frequenza uscivano con edizioni straordinarie. Ecco il titolo di quel giorno, un venerdì: «Alla Costituente - Deputati bergamaschi». Eccoli, i primi eletti della Repubblica: Antonio Cavalli, Carlo Cremaschi, Giuseppe Belotti, Rodolfo Vicentini. E il direttore don Spada commentava: «Con la proclamazione dei nomi dei Deputati, le urne hanno veramente manifestato intero il loro segreto. Dopo le idee, gli uomini. Importantissimi, poiché le idee non si vedono, e si vedono invece gli uomini».

Gli anni passano. Il 23 luglio 1949 L’Eco segnala in prima pagina che «Bergamo è oggi il centro dell’architettura di tutto il mondo». Arrivarono in città ottantacinque architetti di ventitré nazioni diverse. Tra loro anche Le Corbusier e Rogers. Fra gli organizzatori di questo evento c’era il giovanissimo architetto Tito Spini, che aveva avuto la fortuna di lavorare accanto a Le Corbusier per un anno. Spini era anche collaboratore dell’Eco in materia di arte e di

Il 1956 è l’anno di un crimine mostruoso che si consuma nella zona di Grone: un uomo uccise ben nove persone. Sono gli anni che preludono al boom economico, gli anni dell’avvio dell’era spaziale: il 4 ottobre del 1957 parte lo Sputnik e raggiunge l’orbita terrestre. Il 4 novembre 1957 lo imita un secondo satellite con a bordo la cagnolina Laika.

Il 1958 rimarrà nella storia: è l’anno in cui il titolo della prima pagina dell’Eco occupa metà dell’intero foglio: «Con immensa gioia abbiamo PAPA RONCALLI».

Gli anni passano e se pensiamo allo sporta dovremmo indicare diverse date, ma sicuramente quel 14 luglio 1965 quando Felice Gimondi vinse il Tour de France battendo il francese Raymond Poulidor. Era invece il 1963 quando l’Atalanta si aggiudicò la Coppa Italia, prima e purtroppo ultima affermazione (per ora). Tante pagine, tanti fatti. L’assassinio di John Kennedy, lo sbarco dell’uomo sulla Luna, il rapimento di un bambino a Bergamo, le stragi di Piazza Fontana a Milano, Piazza della Loggia a Brescia, i terremoti in Friuli e in Irpinia, l’elezione del Papa polacco.

Il volume sarà in edicola a partire da giovedì 13 novembre. È disponibile anche il primo volume, basta richiederlo in edicola.

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