Le tarsie del Lotto
e il legame con il cinema

Da Lorenzo Lotto a Ridley Scott: quale filo rosso si può tracciare tra le opere del geniale artista e il cinema? È la prospettiva inconsueta proposta dal secondo incontro del ciclo «Il segno, la luce. Lorenzo Lotto e le tarsie di Santa Maria Maggiore», promosso da Fondazione Mia e curato da Corrado Benigni.

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Bergamo

Dopo la lettura delle tarsie in chiave artistica di Flavio Caroli, mercoledì 20 aprile alle 21 nella Basilica di Santa Maria Maggiore, è la volta di «Un regista davanti a Lorenzo Lotto» con Davide Ferrario, regista e scrittore, autore del film «L’Accademia Carrara. Il museo riscoperto».

Quale nesso ci può essere tra Lotto e il cinema? In teoria nessuno, anche se il «montaggio» di alcune opere sembra anticipare qualcosa di simile al cinema, come il gatto che rizza il pelo e fugge nello scompiglio fissato nell’«Annunciazione» di Recanati, il volo dell’angelo rosa di Ponteranica o lo sguardo diretto verso lo spettatore dal putto della Pala di S. Bernardino. «Non c’è una linea diretta tra il cinema e l’opera di Lotto – sottolinea Ferrario –, ma è possibile tracciare un percorso tra il modo in cui Lotto e Capoferri hanno narrato gli episodi biblici nelle tarsie e il racconto che degli stessi ha fatto la cinematografia, dal cinema muto al recentissimo “Exodus” di Ridley Scott». Un esempio suggestivo, tra quelli che saranno proposti con videoclip, è offerto dal tema dell’arca di Noè, che Ferrario indagherà incrociando tarsia e cinema: dall’hollywoodiano «Noah’s Ark» (1928) a «La Bibbia» di John Huston (1966).

L’incontro è preceduto alle 20.30 da un intervento musicale a cura della Cappella musicale della Basilica e del Conservatorio di Bergamo.

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