Giovedì 06 Marzo 2014

Longuelo, le opere di Consonni

per riflettere lungo la Quaresima

Le opere di Consonni nella chiesa di Longuelo

Cominciando il cammino quaresimale, la Parrocchia di Longuelo ha pensato di installare nella sua «chiesa-tenda» alcune opere di Vittorio ConsonniI, artista di Petosino. «La nostra chiesa - scrive il parroco, don Massimo Maffioletti - è sempre anche un laboratorio di arte ma mai fine a se stessa perché l’arte la vogliamo sempre per aiutare la nostra preghiera liturgica e personale.

Sono cinque le opere che abbiamo inserito (finora, perché in Settimana santa ne inseriremo altre: quattro sul presbiterio (due più due) e una a mo’ di striscia o di strada per terra. Il gioco - anche coloristico - è creare un legame fra terra e cielo, ma anche fra corpo e spirito. La terra - sul pavimento della chiesa - è una strada, la strada del deserto, una sorta di mar rosso che indica una via. E’ il nostro corpo, la nostra fragilità, il senso di umiltà che nasconde appunto la parola terra (humus). Una striscia di terra per legare anche l’assemblea e l’altare, per dire una direzione dall’uomo a Cristo e da Cristo agli uomini, dal quartiere alla chiesa e dalla chiesa al quartiere (come ogni domenica dovremmo celebrare).

E poi squarci di luce sull’altare, ma anche oceani di acqua, più informali a sinistra che dopo essere stati “imbevuti” dalla presenza del Cristo ligneo, uomo nuovo, nuovo Adamo, diventano presenze e lentamente corpi o forme sempre più definite. Siamo chiamati a rinascere dall’acqua e dallo spirito (battesimo), siamo chiamati nonostante le nostre pochezze a immergerci nelle acque del vangelo e lasciarci consolare dalle parole di Gesù, dalla buona notizia della misericordia, dall’oceano di tenerezza di Dio... L’invito vero della conversione è proprio lasciarci impregnare dall’acqua battesimale che purifica ma ci fa uomini nuovi, liberi; e poi respirare lo stesso spirito di Cristo risorto, per una nuova vita, una nuova creazione.

Ovviamente sono in attesa di un commento più appropriato del mio. Lo leggeremo. Intanto accogliete questo “pastice” di parole e suggestioni. Figuratevi, oggi qualcuno l’opera a terra la calpestava sotto gli occhi raccolti e assorti dello stesso artista! Era pure divertito della cosa.

E’ così, amici, che ci mettiamo in cammino. E ci si può prendere per mano anche attraverso un mezzo come FB che non mi fa certo impazzire perché si perdono sguardi, strette di mano, abbracci insomma ciò che siamo: corpi spirituali o spiriti incarnati. L’importante è non sentirsi soli. Non si può né diventare uomini o umani né credere da soli. Buon cammino a tutti. Anche ai vostri figli o ai vostri amici o genitori... ».

© riproduzione riservata