MBoss, il riscatto del rapper di Zingonia Contro barriere e pregiudizi - Video

MBoss, il riscatto del rapper di Zingonia
Contro barriere e pregiudizi - Video

L’emergente Mohamed Sy con il singolo «Zona Rossa» ha superato 800 mila visualizzazioni su YouTube.

«Grazie a Zingonia, Bergamo ora è nella mappa del rap italiano», esulta Mohamed Sy, in arte MBoss, classe 1995, tra i giovani emergenti nel panorama musicale. Immigrato di seconda generazione, è arrivato in Italia all’età di 8 mesi con la sua famiglia senegalese. È stato fra i primi a sperimentare con la trap: «La prima volta che sono entrato in studio avrò avuto 14 anni. Da ragazzino tenevo i soldi della merenda che mi dava papà per coltivare la mia passione. Quando raggiungevo le 50 euro andavo in studio».

Ora il suo singolo «Zona Rossa», uscito il 18 dicembre, ha già superato le 800mila visualizzazioni su YouTube. Il titolo del brano si associa al contesto italiano condizionato dal Covid-19, descritto nella vita di quartiere. «Zingonia mi ha formato di testa e di carattere, se nascevo a Stezzano non era lo stesso», spiega Sy. Il prossimo passo, a fine gennaio, un nuovo singolo che è una collaborazione con un artista di fama nazionale (ancora non si conosce il nome), poi la registrazione di un album. «Ho una struttura che mi aiuta, videomaker, grafici, fotografi. Ho sempre fatto musica con tranquillità e passione, ma ora stiamo cominciando a fare dei numeri».

«A scuola ero un casinista, ma ho messo presto la testa a posto – prosegue MBoss, che ha frequentato l’Enaip di Dalmine, qualificandosi come elettricista - grazie alla passione per il calcio e la musica sono riuscito a stare lontano dai problemi e della microcriminalità. La realtà di Zingonia è dura, nella vita quotidiana di quartiere assisti a scene ed episodi che ti cambiano (sia in bene che in male), una realtà di strada che solo chi vive certi contesti può effettivamente comprendere». Zingonia e la voglia di riscatto sono al centro dei suoi testi: «Il quartiere non offre molte possibilità, oltre ai campi da calcio vorrei più spazi per i giovani, uno studio per registrare musica ad esempio. Ora il rap è sdoganato ma quando ero ragazzino un rapper era solo uno scemo con i vestiti larghi – racconta MBoss, che sostiene di essere stato, con Sfera Ebbasta, uno dei pionieri della musica trap in Italia -. Adesso è il momento giusto per insistere, anche perché non ci sono molti trapper di colore». Non che il razzismo sia mai stato un problema per MBoss: «Vanno di moda questi temi, ma io non riesco a prendere il razzismo sul serio. Uno è fiero di quello che è e basta. Mangio sia la polenta sia il riso senegalese, certe barriere sono solo per gli ignoranti».


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