Milano dice no ai circhi con animali «Ospiti non graditi». Cosa ne pensi?

Milano dice no ai circhi con animali
«Ospiti non graditi». Cosa ne pensi?

Milano si schiera contro l’uso degli animali nei circhi. Dichiarati «ospiti» non graditi nel capoluogo lombardo. Tu cosa ne pensi?

Un divieto, quello del capoluogo lombardo, ancora non di fatto. Ma richiesto a sindaco e Giunta da un voto all’unanimità del Consiglio comunale su una mozione presentata dal Movimento 5 Stelle, già attivo sul tema anche in altre città. Basti pensare a molti Comuni emiliani e alla stessa Regione Emilia Romagna.

In realtà, il testo presentato dai cinquestelle ha dovuto subire qualche ritocco per evitare che l’iniziale «niet» assoluto potesse venire bocciato dal Tar, come già successo altrove. Ecco allora l’escamotage: anche se si invita comunque il sindaco «a non rilasciare autorizzazioni per spettacoli circensi in cui si usano e si sfruttano, contro natura, gli animali» lo strumento reale di contrasto è la burocrazia, per una volta amica.

Come? «Modificando le condizioni di attendamento circhi all’interno del regolamento per la tutela degli animali». Che dovrà contenere tutta una serie di paletti tali da scoraggiare l’arrivo in città di questa tipologia di spettacoli.

Aninali «al lavoro» in un circo

Aninali «al lavoro» in un circo

Ma la mozione è andata anche oltre. E chiede a sindaco e amministrazione di «sollecitare il Governo a vietare, con legge statale, l’uso di animali negli spettacoli circensi in Italia» e a «concedere i contributi statali per i circhi solo nel caso essi non usino animali».

La soddisfazione, a Milano, è stata bipartisan. E sono arrivate le congratulazioni anche di Walter Caporale, presidente dell’Associazione Animalisti Italiani, che definisce la decisione «un raggio di luce in una nazione che è ancora indietro sotto questo punto di vista. Dispiace constatare però che mentre Milano si affaccia all’Europa e al mondo, il sindaco di Roma Marino resta a guardare e continua a tenere la Capitale d’Italia lontana dalla civiltà».


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