Omar Pedrini torna a Ubiale
«Per me è un piacere riandare alle radici»

«Per me è un piacere riandare alle radici». Presto un nuovo disco con la casa discografica di Noel Gallagher.

Omar Pedrini torna a Ubiale «Per me è un piacere riandare alle radici»

All’aria di Formentera, Omar Pedrini si rilassa in famiglia, anche se poi deve suonare in un locale. «Una mezzor’etta, tanto per tenermi in esercizio», spiega. Una vacanza-lavoro veloce, anche perché stasera l’ex leader dei Timoria è di nuovo in pista con la tournée e si ferma a casa, in Val Brembana, dove conta ancora diversi cugini e una zia amatissima. «Sono a Ubiale e per me è sempre un piacere tornare alle radici».

Omar è l’headliner di stasera all’Ubiale Power Sound Festival (inizio ore 22; ingresso libero) ed e l’occasione è buona per incontrarlo di nuovo, dopo l’ultimo blackout occorso mesi fa, durante il tour promozionale dell’album «Che ci vado a fare a Londra?». Ora guarda avanti e in prospettiva c’è un album nuovo, sempre per l’etichetta inglese Ignition di Noel Gallagher.

Pedrini da sempre canta in italiano, ma scrive all’inglese, è cresciuto ascoltando gli Who, e la discografia britannica se n’è accorta. Con Noel è anche nata una bella amicizia, tanto che la star inglese ha voluto Omar sul palco con lui nei due concerti italiani di inizio luglio a Milano e Roma. «Il mio manager e i responsabili della discografica inglese hanno deciso di mettere in circolazione un singolo nuovo che è un po’ l’anteprima del disco che verrà. Ho già registrato quattro canzoni. Sono a un terzo del lavoro, ma quando hanno sentito il pezzo hanno deciso di pubblicarlo subito. È un modo per recuperare il disastro dell’anno scorso, quando a metà tournée ho dovuto mollare il colpo per motivi di salute. Mi sono sentito male e ho dovuto cancellare tutti gli impegni. Peccato, tanta gente era tornata a seguirmi, ma al cuor non si comanda».

La canzone «Sorridimi», ascoltabile su tutte le piattaforme digitali, fa un po’ da cerniera tra il primo disco inglese di Omar e il prossimo, che un titolo ancora non ha, ma di certo uscirà all’inizio dell’anno che viene. «È la seconda parte british e manchesteriana della mia avventura artistica – continua Omar –. Lavoro con il management di Gallagher e la sua etichetta. Mi hanno dato l’occasione di una vera e propria rinascita dopo otto anni che non facevo dischi e mi dedicavo serenamente ad altro».

«Che ci vado a fare a Londra?» era un signor disco, il ritorno dell’hipster che vive in Pedrini e quando imbraccia la chitarra sa essere psichedelico e rock. «Il prossimo album uscirà in inverno: ho mantenuto staff e band. Lo registrerò tra Italia, Manchester e Londra, e sarà ancora una volta all’inglese. In questo momento in Inghilterra tutte le band sono beatlesiane, e per me è un invito a nozze. Ci sono tanti ragazzi bravi che suonano vintage e mi sono fatto un po’ influenzare. Del resto sono vintage anch’io. La scelta però è precisa: metto il mio rock a confronto con un quartetto d’archi. L’idea del singolo è quella lì. L’atmosfera è un po’ beatlesiana, anche se i suoni sono induriti. Nell’album metteremo anche un brano firmato a quattro mani con Noel. Sarà il secondo singolo: “Oh Cecilia”, versione italiana di “A Simple Game Of A Genius”. Mi piace estremizzare la declinazione beatlesiana: chitarra, basso, batteria, archi, com’era nelle loro corde».

Pedrini ha lavorato al cinema, in teatro, in tv, da qualche tempo cura il programma «Meet the Rockers» su Sky Arte. Gira con la chitarra e intervista la star di turno. Ora però pensa al suo futuro da eterno ragazzo rock.

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