Peter Fink racconta l’allestimento «Uno specchio d’arte a cielo aperto»

Peter Fink racconta l’allestimento
«Uno specchio d’arte a cielo aperto»

Un lavoro di rincorse artistiche tra pittura e natura per ricreare uno spazio non convenzionale, capace di offrire, una culla sognante ove raccogliere pensieri ed emozioni, immersi nelle opere del Palma che rivivranno dentro e fuori la galleria richiamate negli art wall.

«Quando pensavo a come trasformare lo spazio esterno di GAMeC avevo davanti a me le immagini delle opere di Palma Il Vecchio. Sono state queste ad avermi guidato, quasi prendendomi per mano, tra colori e richiami autenticamente legati alla storia di questa terra. Un dialogo intenso traspariva nelle rappresentazioni sacre, espressioni che ho scelto di riproporre anche nell’adattamento esterno. Perché questo specchio d’arte a cielo aperto possa diventare il luogo prediletto per conversare, lasciando che pensieri ed emozioni viaggino dalle tele al paesaggio». Così descrive, il Maestro Peter Fink, le suggestioni che lo hanno accompagnato nel realizzare l’allestimento del cortile antistante l’Accademia Carrara/GAMeC.

Gamec e I Maestri del paesaggio

Gamec e I Maestri del paesaggio

Giallo, blu e rosa saranno i colori che, densi e saturi, così come appaiono spesso nelle tele del Palma, verranno fatti dialogare con i vari livelli del cortile, drappeggiando uno spazio di socialità vibrante e un proscenio senza eguali per la mostra.

«Si è pensato di mettere questi elementi in dialettica con i particolari di tessuti e di mani che, tratti dalle tele di Palma, vengono poi allargati a macrodettagli negli art wall previsti nell’allestimento – ha ribadito Fink, precisando - Per i visual delle panchine ho seguito tre filoni per estrarre i dettagli, come il gioco di sguardi e i rimandi attraverso macro di occhi e bocche, le azioni dell’uomo (come il suonare e il combattere) e l’amore con il close-up del bacio tra Rachele e Giacobbe».

Le piante sorprenderanno i visitatori in piccoli spazi, spuntando da fioriere-seduta o da aiuole divisorie. Saranno piccoli segni appositamente studiati per accogliere chi sosta, chi ripensa alle immagini del Palma appena ammirate o chi intende lasciarsi ispirare dalla magia della natura, prima ancora della visita. Una scelta vegetale che simbolicamente intende ripercorrere i paesaggi narrati nelle opere del Palma: prospettive agresti e collinari, scene della natura, tipica della sua Serina, luogo dell’anima che l’artista porta con sé anche nel periodo veneziano.

Il porticato d’ingresso, in particolare, sarà attorniato dalle betulle, dal tronco chiaro, mentre alla base respirerà un sottobosco di carici e di felci, con qualche fiore di Bergenia, piccola perenne sempreverde. Nelle aiuole del cortile, nelle fioriere e a fianco alle sedute, troveranno posto degli alberelli di frassino, tipica essenza delle colline bergamasche, tra le prime a colonizzare i pascoli abbandonati come forte pianta pioniera. A queste si accompagnerà un sottobosco di Sesleria, un’erba sempreverde che fungerà da elemento base, con fioriture di diverse stagioni: dal 20 marzo fino alla prima settimana di aprile si ritroveranno gli ellebori e i narcisi, fiori simbolo del desiderio, espressione della fine del freddo e dell’inverno; seguirà, dalla prima settimana di aprile a fine mese, la bianca Dicentra, detta anche Cuor di Maria per il profilo romantico dei suoi petali; per poi concludere con l’ultimo periodo, da fine aprile al 20 giugno, con la Salvia nemorosa, pianta molto resistente e ricca di fiori azzurro-violacei, simile alla salvia pratense dei prati-pascoli e la Gaura, erbacea perenne caratterizzata da piccole foglie di colore verde-rossastro molto rifiorente.

Un caleidoscopio di emozioni floreali stupirà i visitatori offrendo alla loro vista fioriture diverse, pensate sia per coloro che arriveranno durante i primi vagiti della primavera sia per coloro che visiteranno la mostra alle porte dell’estate. Tre cambi di vegetazione, dunque, per ricostruire un giardino dalla fioritura perenne. Mentre nell’aiuola centrale, un segno ancora una volta di assoluta sensibilità con quattro alberelli di Magnolia kobus, dalla fioritura bianca primaverile, che rimarranno fissi, anche dopo l’allestimento. Per incantare ogni visitatore, dalla fioritura e all’ombreggiamento. Il tutto reso ancor più magico dal tocco di un’illuminazione accogliente e confortevole, con sorgenti luminose di piccole dimensione che sapranno ricreare un’atmosfera suggestiva e non invadente.


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