Riflettere sulla capacità di «riparare» Film d’artista in piazza della Libertà

Riflettere sulla capacità di «riparare»
Film d’artista in piazza della Libertà

Secondo appuntamento del progetto Art Movie di Contemporary Locus e Lab 80 film, il nuovo progetto internazionale che nasce con l’obiettivo di presentare film d’artista e sperimentali.

Dopo « Icaros: a vision», stasera, alle ore 21 presso l’auditorium di piazza Libertà a Bergamo, viene proiettato «Reflecting Memory»: l’ultimo film di Kader Attia (1970, Francia), opera con cui l’artista ha vinto il Prix Marcel Duchamp nel 2016. Dedicato al tema della sindrome dell’arto fantasma, il film affronta il tema della memoria e della sua capacità di «riparare» le fratture della storia. Nel film documentario, le interviste a specialisti (chirurghi, neurologi, psicoanalisti) e a persone mutilate costruiscono un percorso narrativo e introspettivo. La patologia dell’arto fantasma, che colpisce chi ha perduto una parte del corpo, consiste nella sensazione di persistenza di un arto dopo la sua amputazione, cioè nella reale percezione di un dolore proveniente da una parte di sé non più presente, di fatto inesistente. In questo film viene restituito un concetto fondamentale nella ricerca e nella poetica dell’artista: il concetto di repair (riparazione), non solo fisica ma anche morale. Nel lavoro di Attia repair non implica un ideale di perfezione o ri-creazione di una condizione originaria, ma, al contrario, significa coinvolgere la memoria, la sua forza politica ed evocativa.

Dice il regista: «Ho viaggiato, intervistato e ascoltato persone diverse con lo stesso risultato: le ferite aperte domandano una riparazione, le persone o le comunità che sono state vittime di genocidi vogliono una riparazione che ha poco o niente a che vedere con la vendetta. C’è un fantasma che chiama la riparazione e sino a quando questa non avverrà, sino a quando non saranno stati giudicati quegli anni e quelle azioni, la ferita continuerà a chiamare. Quello che mi interessava era capire perché l’arto fantasma ci continua a chiamare, capire quella dimensione traumatica che va a creare un risentimento, cioè il dolore. Si tratta di un fantasma, un dolore che chiama una riparazione. Tutti gli storici dello schiavismo, del colonialismo, dei grandi eccidi della storia a cui ho domandato mi hanno risposto che il fenomeno dell’arto fantasma è una metafora perfetta per descrivere la perdita di una comunità. Nel film si racconta questo». Il film viene proiettato in lingua originale (inglese, tedesco, francese) con sottotitoli italiani. La proiezione è introdotta da una breve presentazione di Paola Tognon per Contemporary Locus e di Angelo Signorelli per Lab 80 film.

Costo dell’ingresso: biglietto intero 6 euro, ridotti e iscritti alla newsletter Contemporary Locus 5 euro (esibire all’ingresso), soci Lab 80 4 euro. Info: www.contemporarylocus.it, www.lab80.it, 035.342239.


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