Romanzi fantasy tra castelli e mondi incantati

«Castel Mila sorge sulla sponda di un placido lago, immenso e luminoso come un’alba». C’è un’atmosfera sognante, unita alla materia dei racconti della tradizione popolare ne «Il castello incantato di Olia» (Rizzoli), di Sophie Anderson, geologa e insegnante inglese. Immergersi in un romanzo fantasy è un po’ come viaggiare in un mondo parallelo, in cui a fare la differenza è la capacità dell’autore di disegnare ambienti coerenti e personaggi credibili. Anderson ci riesce, nonostante collochi la storia in un castello molto simile a quello di Hogwarts, la scuola di magia di Harry Potter, pieno di stanze nascoste e passaggi segreti. Attraverso la lente dell’avventura la scrittrice offre ai lettori una chiave di lettura del mondo reale, sollecitandoli a trovare in sé le risorse per affrontare i cambiamenti.

È frequente che i fantasy, soprattutto quelli che si rivolgono a un pubblico «Young adult» si sviluppino in più volumi, come accade a «Covet» (Sperling & Kupfer) di Tracy Wolff, terzo capitolo della saga iniziata con «Crave» e «Crush». Anche in questo caso la narrazione si sviluppa a partire da un castello, un luogo incantato in Antartide in cui si trova una scuola per creature magiche. La protagonista, Grace, scopre di essere una gargoyle: così in modo fiabesco l’autrice racconta l’incontro tra culture, tradizioni e mondi diversi. L’uscita su Netflix della seconda stagione di «The Witcher», infine, ha riportato in cima alla top ten dei fantasy più venduti i libri (ben otto) di Andrej Sapkowski (Nord) ai quali la serie si ispira. Vale la pena di riscoprirli: l’autore polacco ha inventato infatti un mondo complesso, ricco e affascinante, che né i videogiochi né i film riescono ad esaurire.
Sabrina Penteriani

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