Tekeyan, Gazich e Schwartz Concerto al Maite di Città Alta
Michele Gazich

Tekeyan, Gazich e Schwartz
Concerto al Maite di Città Alta

Trio di spessore artistico al Maite in Città Alta: domenica 28 gennaio a scaldare il circolo di vicolo Sant’Agata ci saranno infatti Rita Tekeyan, Michele Gazich e Osvaldo Schwartz (inizio ore 17.30 – ingresso 5 euro con tessera Arci).

I tre artisti porteranno in scena un incontro musicale ricco di idee sonore e sfumature non convenzionali, tra avanguardia elettronica e musica della tradizione popolare. Tradizioni che riflettono anche la vita e il percorso artistico di Teyekan, giovane musicista di origine armena, uno dei popoli più perseguitati della storia e vittima di un olocausto troppo spesso dimenticato a cui la cantante e pianista italo-libanese ha dedicato il suo album di debutto «Manifesto Anti-War», un tributo a coloro che hanno sacrificato la propria vita per la verità e manifesto contro la guerra e i genocidi.

Ad accompagnare Teyekan ci saranno Michele Gazich al violino e alla viola e Osvaldo Schwartz alla chitarra e al tubicordo (un bicorde ad arco e a percussione): due artisti che hanno fatto dell’essere indipendenti, ma soprattutto dell’autonomia artistica, una questione di scelte e di percorsi fatti in totale libertà e in assoluta devozione alla propria musica.

Violinista ma anche produttore artistico, autore e compositore, Gazich in 20 anni di carriera ha collaborato a più di cinquanta album, di cui otto a suo nome, vanta collaborazioni con cantautori italiani e statunitensi oltre a spettacoli teatrali, performances con poeti, colonne sonore cinematografiche.

Compositore, polistrumentista e concertista, Arioldi da 35 anni è alla guida delle Officine Schwartz, gruppo di ricerca e sperimentazione multimediale sulla cultura della civiltà industriale, un «marchio di fabbrica» tutto bergamasco diventato sinonimo di spettacoli di teatro e danza, concerti, performances multimediali, proiezioni 8 mm e un’opera dal titolo «Lubrificat»: un’orchestra di ferro e metallo rigorosamente auto-costruita recuperando, forgiando e intonando metalli e residui del mondo del lavoro come bidoni di petrolio, tubi, molle, catene, telai di bicicletta.


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