Torna il Festival d’autunno della Sala Greppi

Torna il Festival d’autunno della Sala Greppi

Dal 13 settembre all’8 dicembre si svolge il festival Internazionale dei Concerti d’Autunno proposto dalla Sala Greppi. Si presenta con i consueti quindici appuntamenti di grande appeal e di indiscutibile qualità. Anche quest’anno le regole d’oro della manifestazione diretta da Pierangelo Ravasio sono rispettate in pieno: interpreti di grido, grandi nomi magari poco noti in Italia ma già affermatissimi all’estero, giovani talenti dalle prospettive di carriera più che solide. E poi, come succede da qualche tempo - sulla scorta di un preciso sondaggio tra il pubblico - una buona schiera di pianisti. Quest’anno i recital pianistici sono sette e oltre ai talenti estrosi e impetuosi delle giovani Mariangela Vacatello e Polina Leschenko - due «pallini» della direzione artistica - sono cinque i nuovi pianisti per la città. La giovane russa Anastasia Voltchok, un debutto a soli nove anni con Kissin e tecnica granitica, l’iraniano del momento Ramin Bahrami, specialista di Bach sulla strada di Rosalin Turek (che eseguirà nientemeno che tutta l’incompiuta «Arte della fuga» di J. S. Bach) e il finlandese Antii Siirala, diviso tra la sonata op.109 di Beethoven e i Preludi op.28 di Chopin.
Poi ci sono due nomi già ampiamente affermati: l’americano Richard Goode, specialista di Beethoven ma qui alle prese con alcuni mumeri del «Clavicembalo ben temperato» di Bach, la Sonata op.1 di Berg, alcuni Preludi di Debussy e Chopin. E poi Robert Levin, uno dei massimi pianisti e fortisti oggi in circolazione, spesso invitato dall’Orchestra del Settecento di Frans Bruggen, il primo fortista a reintrodurre le prassi d’epoca con abbellimenti e cadenze improvvisate: il programma, tra Mendelssohn, Beethoven (Sonata op.7) e Schubert (Sonata D.960) è un’ottimo banco di prova per conoscere da vicino la sua arte.
Ampio spazio anche alla musica da camera d’eccellenza, con un concerto «eccentrico» e il tradizionale concerto orchestrale (a ingresso gratuito) nella basilica di Sant’Alessandro in Colonna, il 18 ottobre. In primo luogo, ovviamente, ci sono le due stelle del concerto d’apertura con il duo per antonomasia Mario Brunello Andrea Lucchesini, uomini di punta dell’Italia musicale da esportazione. Due i quartetti d’archi, entrambi di altissimo profilo: il Quartetto ceco Panocha, oltre quarant’anni di attività e il quartetto Skampa sempre di Praga, che concluderà la kermesse - assieme alla pianista americana Kathryn Stott - con il celeberrimo quintetto «La trota» di Schubert e il Quintetto per archi op.81 di Dvorak. Promette scintille anche la giovane violoncellista americana Alisa Weilerstein, debutto a solo quattro annni in pubblico e carriera strepitosa con debutto alal Carnagie Hall prima dei venticinque anni.
Violinista raffinata e affasciannte è anche la russa Natasha Korsakova, che suonerà un programma eclettico in compagnia del giovane pianista Josè Gallardo. Altro violista di spicco è senz’altro Sergej Krylov, che si proporrà in veste di solista: tra Bach, Ysay e Berio, spiccano undici «Capricci» di Paganini, parte del progetto di incisione che il violinista russo sta realizzando.
Tra classicismo (di Haydn, Rossini e del giovane Mendelssohn) e barocco si snoda il programma dell’orchestra da camera Ladies Orchestra Sofia, rinverdendo i fasti della stagione interamente «rosa» di qualche anno fa.
Infine il concerto eccentrico, a latere del repertorio canonico, è quello del duo Gianmaria Testa e Gabriele Mirabassi: una chitarra, una voce e un clarinetto per dar voce a una poesia cantautorale che ha dovuto passare per la Francia prima di trovare credito anche in Italia. Pert informazioni tel.339.5285.320.
Il programma completo

(11/09/2007)

© RIPRODUZIONE RISERVATA