Venti ritratti d’autore per «Gente di Bergamo»
Da sinistra, Longhi, Ranica ed Aresi

Venti ritratti d’autore
per «Gente di Bergamo»

Venti autori bergamaschi, di nascita o di adozione, per venti racconti che vedono al centro Bergamo e la sua gente.

Succede per la prima volta con «Gente di Bergamo», la pubblicazione - curata da Paolo Aresi, in libreria per Bolis Edizioni. «Ci è sembrato importante riunire un gruppo di scrittori bergamaschi di valore e dare loro la parola. Chiedere loro di narrare storie in qualche modo legate alla terra di Bergamo, alla sua gente. Non è mai accaduto. È la prima volta, con i rischi che questo comporta, ma anche con l’entusiasmo di avviare un percorso in cui la provincia di Bergamo si racconta a se stessa, ma anche al resto del Paese, alla metropoli, a chi è lontano» spiega Aresi.

Tanti i luoghi attraversati dai racconti. Dalle abitazioni cittadine alle baite di montagna, dall’ospedale all’albergo popolare. Dal fiume al lago, dalla cascina di campagna alla strada passando per il centro di Bergamo, la Malpensata, la Clementina. E ancora l’Atalanta, i bambini. Luoghi, simboli, persone, istanti, che si impastano con i ricordi in una raccolta di suggestioni che fanno sorridere, emozionare, pensare, sognare. Tra le firme penne illustri come quelle di Raul Montanari, Davide Ferrario, Piero Degli Antoni, dello stesso Aresi, Davide Sapienza, Giusi Quarenghi, Cristiano Gatti, Claudio Calzana e Angelo Roma. I racconti sono divisi in sei sezioni tematiche (Le montagne, le valli, i fiumi; Le radici, vicine e lontane; L’amore; L’amicizia, La storia, Il sogno), ma si tratta di «un’indicazione del tutto parziale» come spiega Aresi «ogni racconto è segnato da diverse caratteristiche che consentirebbe di inserirlo anche in altre sezioni».

«Questo libro non ha la pretesa di essere esaustivo. Anzi, stiamo già pensando a un secondo volume che probabilmente riuscirà a coinvolgere altri autori» – afferma Cesare Longhi, presidente della casa editrice Bolis. In queste pagine «troviamo le tracce, le testimonianza della nostra memoria, dei ricordi e degli esempi dei nostri padri. Noi di Banca Popolare di Bergamo con orgoglio li vogliamo considerare stimoli necessari alla crescita del nostro impegno sociale e civile che possano rafforzare, in questi tempi difficili, il nostro essere e vivere la comunità, fatta di “Gente di Bergamo” aperta e pronta all’integrazione e all’accoglienza» spiega Osvaldo Ranica, direttore generale dell’istituto di credito, presente con un suo testo in un’edizione speciale della pubblicazione.


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