Assassin's Creed Syndicate Due fratelli a Londra

Assassin's Creed Syndicate
Due fratelli a Londra

Il nuovo capitolo della serie Assassin's Creed visita la Londra vittoriana, nel vivo della rivoluzione industriale. Carrozze, bande e due protagonisti basteranno a far dimenticare il non irresistibile predecessore?

Con il capitolo Unity – incapace di replicare la qualità del predecessore Black Flack (2013) – la serie Assassin's Creed sembra aver intrapreso quella pericolosa strada dell'omologazione che affligge la maggior parte di videogiochi a cadenza annuale. Andiamo ora a scoprire se il capitolo di quest'anno, Assassin's Creed Syndicate, riuscirà a invertire questo pericoloso trend con un prodotto fresco e capace di riportare entusiasmo tra i fan.

Abbandonata la romantica e fascinosa Parigi, Assassin's Creed Syndicate si sposta nella decadente e imponente Londra di vittoriana memoria, nel vivo della rivoluzione industriale. Protagonisti delle vicende sono due fratelli (gemelli) assassini, Jacob e Evie Frye, la cui missione è quella di spezzare definitivamente la morsa dei Templari sulla capitale britannica sabotando le diverse attività economiche dei rivali e stringendo alleanze con la criminalità organizzata.

Come da tradizione, la città è stata ricostruita in maniera eccelsa, sia dal punto di vista architettonico che emozionale. A non convincere è però la trama, in maniera ancora minore rispetto alla già mediocre sceneggiatura del predecessore. La tipica formula narrativa che nei precedenti episodi miscelava con successo avvenimenti storici al misticismo di Assassini e Templari è stata qui ridotta all'osso, e ciò che rimane è un plot scialbo e fin troppo lineare. La presenza di due protagonisti non migliora la situazione, anzi: un solo protagonista – ben caratterizzato – avrebbe potuto dare maggior mordente rispetto ai due un po' anonimi fratelli. Ovviamente non mancano le personalità dell'epoca – come Darwin, Dickens o Karl Marx – che contribuiscono a donare un respiro storico alla ricostruzione, ma in maniera evidentemente meno incisiva rispetto al passato.

La particolare struttura più moderna della Londra vittoriana ha consentito agli sviluppatori di introdurre una delle novità di maggior impatto: le carrozze. La possibilità di muoversi in carro permetterà al giocatore una nuova modalità di spostamento che ricopre anche un ruolo importante in alcune missioni. Inoltre Altra importante novità sul fronte esplorativo è senza dubbio il lancia-corda (che ricorda il rampino di Batman Arkham) in grado di rendere le scalate più veloci e aprire un nuovo ventaglio di strategie di combattimento e fuga.

Importante – almeno sulla carta – è la presenza di due protagonisti: Evie, più abile nell'approccio stealth, e Jacob, più forte nei combattimenti corpo a corpo. I due personaggi sono legati ad un sistema di crescita che permette di sbloccare nuove abilità tramite dei punti accumulabili completando missioni e sfide. Un aspetto che si pensava avrebbe potuto dare vita ad una doppia anima ludica, ma che invece si rivela poco più di uno specchio per le allodole. Utilizzare Jacob o Evie non cambierà in maniera sostanziale l'esperienza di gioco, e persino le abilità che si possono sbloccare sono le stesse, ad eccezione di una manciata di skill attivabili però solo ai livelli più avanzati.

Dopo anni di lavoro altalenanti, finalmente possiamo dire di essere di fronte ad un combat system davvero divertente e sufficientemente impegnativo. Il sistema parte dalla buona base dello scorso anno, rendendola però molto più veloce e fluida e arricchendola con nuove armi come tirapugni, pugnali esotici e animazioni spettacolari. Rimane ancora grezzo invece il comparto stealth, con alcune nuove dinamiche – ad esempio la possibilità di trasportare i cadaveri per evitare di allertare i nemici – che si rivela però una finezza superflua se considerata l'intelligenza artificiale non proprio eccelsa dei nemici e la semplicità della struttura stealth.

Assassin's Creed Syndicate concede al giocatore diverse opportunità di gioco. Oltre alla campagna principale e le missioni secondarie da svolgere presso gli alleati come Dickens, Darwin o Karl Marx, è possibile conquistare interi quartieri di Londra. Ogni quartiere è diviso in settori controllati dai templari legati ad una missione che può riguardare l'eliminazione di un criminale, di un templare o la liberazione di lavoratori minorenni. Portando a termine la missione il settore viene liberato dall'influenza dei templari e, una volta completati tutti i settori di un quartiere, questo passa sotto il controllo della banda di Jacob, i Rooks, ma solo dopo aver vinto la relativa guerra fra bande; una sorta di combattimento di massa fra l'assassino e i suoi compari e un nutrito gruppo di criminali nemici, capeggiati da un boss. I Rooks possono essere sfruttati durante il gioco un po' come i mercenari dei vecchi capitoli, e le loro possibilità di intervento possono inoltre essere sviluppate tramite un apposito albero di crescita.

A differenza della Parigi di Unity, La Londra vittoriana di Assassin's Creed Sydicate colpisce non tanto per gli interi – che qui hanno poco spazio – ma per la ricostruzione puntuale dell'atmosfera uggiosa, scolorita e sudicia di una città nel vivo di una rivoluzione industriale i cui effetti ricadono visivamente sulla società e sulla sua economia. Ottimi anche i modelli poligonali dei personaggi principali, così come si dimostra di buon livello il doppiaggio in italiano e l'accompagnamento musicale.

Come era lecito attendersi, la Londra vittoriana di Assassin's Creed Syndicate è un vero e proprio gioiello. Sul fronte del gameplay sono stati fatti importanti passi in avanti per quanto riguarda il combat system, che riesce finalmente a divertire e offrire un buon livello di sfida, mentre la componente stealth – nonostante alcune migliorie – è ancora un po' grezza. La presenza di due protagonisti è più di forma che di sostanza e le altre novità introdotte come le carrozze o le bande non risultano significativamente incisive sull'esperienza di gioco. In definitiva Assassin's Creed Syndicate è un buon prodotto, ma prosegue inesorabilmente sul solco dell'omologazione già tracciato dal predecessore. Forse un anno sabbatico farebbe davvero bene a questa serie.

Piattaforma: PlayStation 4, Xbox One e PC (19 novembre 2015)
Genere: Action-Adventure
Sviluppatore: Ubisoft Quebec
Produttore/Distributore: Ubisoft
PEGI: 18


© RIPRODUZIONE RISERVATA