Droni che passione: regole più semplici  Si potranno usare anche nelle città

Droni che passione: regole più semplici
Si potranno usare anche nelle città

Se i droni volanti vi affascinano, ecco una buona notizia. Stanno per decollare regole più flessibili e permissive, senza nulla togliere alla sicurezza.

«Contiamo di avere il nuovo regolamento su droni entro maggio». La notizia era stata anticipata da Alessandro Cardi, direttore centrale regolazione tecnica Enac, intervenuto al Forum permanente delle associazioni organizzato da Dronitaly a Milano.

La bozza del nuovo testo, che modifica quello approvato dall’Enac il 16 dicembre 2013 sui mezzi aerei a pilotaggio remoto, è già consultabile sul sito web dell’ente ed è aperta ai commenti fino al 20 aprile.

Un drone volanteANSA/OLIVER BERG

Un drone volanteANSA/OLIVER BERG

«L’obiettivo del nuovo regolamento - ha spiegato Cardi - è semplificare le procedure e spostare il focus dal mezzo all’operatore, vero pilastro della sicurezza in volo». In questo senso, il nuovo testo prevede l’introduzione di una licenza per i piloti di mezzi aerei a pilotaggio remoto (apr) riconosciuta in seguito allo svolgimento di un percorso di formazione e verifica all’interno di una delle scuole del circuito Enac, la registrazione autonoma dalle imprese che operano in aree non critiche tramite dichiarazioni di responsabilità sul sito web dell’ente (con monitoraggi a campione) e la sostanziale liberalizzazione dei droni sotto i due kg, che potranno sorvolare anche le città (ma non gli assembramenti) a condizione che abbiano caratteristiche non offensive (che l’Enac definirà a breve).

Tale possibilità sarà estesa anche agli apr di massa superiore, ma solo in presenza di tre requisiti di affidabilità: software certificato e rispondente a standard di aviazione, capacità di resistenza alla perdita del datalink e dotazione di mezzi che attutiscono l’impatto.

Droni fotografici per le fotografie dall'alto

Droni fotografici per le fotografie dall'alto

Per quanto riguarda la semplificazione, inoltre, un prima modifica del regolamento è già stata introdotta il 16 marzo da un disposizione del direttore generale dell’Enac, Alessio Quaranta,che consente «l’attività sperimentale propedeutica alla presentazione della richiesta di autorizzazione o della dichiarazione per operazioni specializzate senza preventiva comunicazione all’Enac, fermo restando che sia svolta secondo i requisiti del regolamento».

«Direi che Enac ha fatto un ottimo lavoro». Così Sergio Barlocchetti, flight test engnineer e blogger di Droneitaly (manifestazione di riferimento per gli operatori del settore in programma il 25 e 26 settembre a Milano) ha giudicato la bozza del nuovo regolamento sui mezzi a pilotaggio remoto.

La nuova versione del testo, ha commentato Barlocchetti a margine del Forum permanente delle associazioni , risulta «giustamente e opportunamente migliorata rispetto alla prima stesura dello scorso anno, che invece partiva da zero. La rapida evoluzione tecnica del mondo dei sapr (sistemi a pilotaggio remoto, ndr), infatti, da un lato ha portato a una maggiore responsabilizzazione degli operatori, mentre dall’altro l’autorità aeronautica ha capito che non era più il caso di mantenere determinate rigidità».

Per Barlocchetti, nel nuovo testo (pubblicato sul sito web dell’Enac rimangono comunque «alcuni punti migliorabili», fra cui «il modo di operare nelle zone controllate come quelle vicine agli aeroporti e la mancanza un protocollo preciso per le assicurazioni». Altro punto su cui battono le associazioni, ha detto infine il blogger «è ridurre la visita medica necessaria per chi guida un drone - a oggi uguale a quella dei piloti sportivi di aeroplano - rendendola più simile a quella per la patente automobilistica».


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