Strange Brigade, eroi  stranamente assortiti

Strange Brigade, eroi
stranamente assortiti

Un gameplay dinamico, divertente e al tempo stesso dotato di una certe deriva strategica ed esplorativa. Strange Brigade è lo sparatutto cooperativo in terza persona ideale per veloci partite in compagnia di amici (ma anche in solitaria). Ma la brigata non ci è sembrata poi così tanto «strana» come promette il titolo. Andiamo a scoprire perché.

Egitto, anni ’30, quattro membri di un non meglio precisato servizio segreto britannico di nome «Strange Brigade» hanno il compito di scovare, ed eliminare, lo spirito maledetto di una strega regina liberato da un archeologo che ha avuto l’imprudenza di scoperchiare il sarcofago sbagliato. Questo, in soldoni, l’incipit di Strange Brigade, sparatutto cooperativo in terza persona firmato Rebellion, disponibile da qualche giorno per PlayStation 4, Xbox One e PC.

Come suggerisce il titolo stesso, che in italiano si traduce in «Strana Brigata», la forza propulsiva della narrativa del nuovo sparatutto firmato Rebellion avrebbe dovuto risiedere principalmente nella «stranezza» dei quattro eroi, di cui è ovviamente possibile vestire i panni durante le varie schermaglie. I quattro protagonisti sono in effetti un gruppo improbabile di soldati: c’è il noto archeologo e professore di Oxford Archimedes de Quincey, l’esperto soldato Frank Fairburne, la cacciatrice africana Nalangu Rushida e la ragazzona di periferia Gracie Braithwaite

Quattro personaggi decisamente molto lontani fra di loro. Ma non basta. L’aver messo insieme un gruppo stranamente assortito non è sufficiente a garantire un buon risultato in termini di sceneggiatura e coinvolgimento: i quattro personaggi – seppur molto diversi fra di loro – presentano una caratterizzazione estetica e di background poco più che abbozzata, e le scene di intermezzo fra una missione e l’altra si rivelano troppo deboli, banali – e dalla scrittura davvero elementare – per riuscire a dare maggior spessore ai quattro avventurieri, che vengono ben presto dimenticati una volta lasciato il pad. Davvero un peccato, perché l’idea degli eroi un po’ strambi in stile «Leggenda degli uomini straordinari» poteva funzionare davvero bene.

Passando all’azione, invece, la musica cambia decisamente. E in positivo. Lo sparattutto cooperativo imbastito dai ragazzi di Rebellion ha infatti tutto quello che serve per divertire i giocatori, e senza pretendere troppo in termini di impegno. Il gioco propone tre modalità, tutte affrontabili sia da soli che in coop: la classica campagna suddivisa in missioni; l’orda, dove i giocatori sono chiamati a resistere a numerose ondate di mostri; e le sfide a punti, una sorta di variante di orda dove a contare sono i punti e legata quindi alle classifiche online.

A colpire positivamente in Strange Brigade è sicuramente il ritmo e la componente esplorativa-puzzle: le centinaia di mummie e scheletri che appaiono a schermo non solo possono essere abbattute a colpi di arma da fuoco, ma tantissime sono le possibilità offensive offerte al giocatore e che gli vengono proposte dallo stesso scenario. Ci sono barili e vasi esplosivi, enormi stalattiti, lampade stracolme di olio bollente, trappole (come lame rotanti, fiammate, lance e tanto altro) di tutti i tipi, e ognuna di queste soluzioni è attivabile semplicemente sparandogli contro. Insomma, colpire direttamente i non morti potrebbe essere la soluzione più immediata ma anche la meno consigliata ed efficace: sfruttare le possibilità distruttive dell’ambiente è invece la chiave di volta per generare maggior distruzione, ma anche per divertirsi di più. Fondamentale anche l’utilizzo delle granate, illimitate nella quantità ma che necessitano di un tempo di ricarica fra un lancio e l’altro.

Caos, ma anche tanta strategia in Strange Brigade: nel titolo cooperativo firmato Rebellion ci si deve muovere con particolare attenzione, cercando di ottenere il massimo da tutto ciò che sta attorno al giocatore e collaborando con i compagni per radere al suolo l’avanzata nemica. Attenzione inoltre al livello di difficoltà, reso ostico non tanto dalle capacità dei nemici (nella maggior parte dei casi lenti e prevedibili, pericolosi solo perché in grande quantità) ma dall’assenza di “facilitatori”: la barra vitale degli eroi, ad esempio, si rigenera solamente in minima parte e per recuperare totalmente l’energia vitale è necessaria una boccetta rossa, reperibile però sul campo di battaglia in quantità molto limitata.

Strange Brigade non è però solo sparatorie ed esplosioni: le mappe di gioco, di dimensioni discretamente generose, offrono ai giocatori tantissimi segreti, stanze nascoste ed enigmi ambientali (purtroppo molto altalenanti, sia per qualità che per originalità) che offrono tante monete extra – per acquistare nuove armi –, rune utili per potenziare le bocche di fuoco ma sopratutto le reliquie. Queste ultime, quando vengono completati set da quattro pezzi, permettono al giocatore di sbloccare nuove skill. Ogni personaggio dispone infatti di quattro abilità, una delle quali disponibile dall’inizio e altre tre sbloccabili scovando appunto le reliquie. Da questo punto di vista Strange Brigade non ci ha però particolarmente entusiasmati: ad eccezione di qualche scelta sopra le righe – come un’abilità del professor Archimedes de Quincey che tramuta i nemici in galline – il resto è piuttosto ordinario e sa di già visto. E per un titolo che vuole vendersi come “fuori dal coro” ci saremmo aspettati decisamente di più (come per la narrativa).

Di buon livello il comparto grafico: pur senza raggiungere vette per le quali strapparsi i capelli, ogni scenario gode di una certa cura nei dettagli, una discreta effettistica e una direzione artistica ben studiata, soprattutto negli spazi interni. Anche in questo caso – lo ripetiamo – delude la qualità dei quattro eroi, molto banali ed elementari nella loro caratterizzazione grafica e stilistica. Non quattro eroi «strani», ma quattro eroi qualunque.

Un gameplay dinamico, divertente e al tempo stesso dotato di una certe deriva strategica ed esplorativa. Strange Brigade è lo sparatutto cooperativo in terza persona ideale per veloci partite in compagnia di amici (ma anche in solitaria). Il nuovo titolo firmato Rebellion delude però proprio dove il suo stesso titolo aveva promesso una certa originalità e unicità (narrativa ma anche di gameplay): la “strana” brigata, alla prova dei fatti, tanto strana non è.

Piattaforma: Pc, Xbox One, PlayStation 4

Genere: Sparatutto in terza persona

Sviluppatore/Produttore: Rebellion Developments

Distributore: Koch Media

PEGI: 16.

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