«Non è un cristiano, ma un cane» E i vigili multano una veterinaria

«Non è un cristiano, ma un cane»
E i vigili multano una veterinaria

In redazione è arrivata una lettera di una veterinaria che, nonostante un’urgenza, è stata multata dalla polizia intercomunale dei Colli.

«Sono una veterinaria che esercita a Brusaporto. La mia struttura ha un parcheggio antistante per il quale io avrei un regolare pass, che purtroppo per motivi organizzativi (orari d’ufficio) né io né il mio socio eravamo ancora stati in grado di ritirare».

«Settimana scorsa sono arrivata in clinica di gran fretta perché c’era una urgenza, non trovando posto ho parcheggiato comunque negli spazi riservati. All’uscita dal lavoro ho trovato una multa. Quando ho incrociato i vigili ho fatto presente la situazione e mi è stato risposto: “Urgenza? Un conto se si trattava di un cristiano, ma per un cane!”».

«Tralasciando lo sgomento per questa frase e pensando di trovarmi di fronte ad una triste eccezione, mi sono recata al comando dove sostanzialmente mi è stato fatto intendere lo stesso. Sono stata altresì invitata a presentare pure ricorso, avvisandomi che quest’ultimo mi sarebbe costato ben più della multa stessa».

«Fortunatamente la mole di lavoro non mi consente perdite di tempo, ma mi pare sia il caso di farne una questione di principio. Nel 2016 le campagne in favore degli animali sono fortunatamente molto diffuse e c’è molta sensibilizzazione in tal senso, ma a quanto pare questo non riguarda i vigili dei Colli. A loro avviso dunque io avrei dovuto cadere in una omissione di soccorso a danno del mio paziente (senza pensare al fatto che in tutto questo loro avevano in mano il mio permesso timbrato e firmato). Ricordo che la corte di Cassazione si è già più volte espressa in favore dei veterinari in circostanze analoghe».

«Laddove non arriva una burocrazia paludosa – conclude la veterinaria – forse potrebbero arrivare l’intelligenza e la sensibilità umana. Grazie per l’attenzione».

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