Problema per gli studenti in pullman  Con i bus «non scolastici» è rischio caos
Orario non scolastico per i pullman il 30 marzo e 23 aprile

Problema per gli studenti in pullman

Con i bus «non scolastici» è rischio caos

La lettera è di novembre: il presidente della Provincia Matteo Rossi aveva scritto alle scuole superiori inviando il calendario del trasporto pubblico extraurbano per l’anno scolastico 2015-’16, e indicando dunque i giorni in cui i pullman avrebbero seguito l’orario «non scolastico».

Tra questi, oltre alle vacanze canoniche del calendario nazionale e regionale, c’erano altre tre date (con l’«auspicio» che il programma delle attività didattiche potesse tenerne conto): il 7 dicembre 2015 (lunedì di possibile ponte per l’Immacolata), e, sul 2016, il 30 marzo (il mercoledì successivo alla Pasqua) e il 23 aprile, che quest’anno cade di sabato.

Una scelta dettata essenzialmente da ragioni economiche, viste le note difficoltà a garantire risorse al trasporto pubblico - qualcosa del genere lo si era già fatto nell’ultimo giorno di scuola 2015 - ma che ovviamente ha avuto ricadute sulla programmazione scolastica. Soprattutto perché la comunicazione è arrivata ad anno scolastico già avviato, costringendo molte scuole a modificare il calendario delle lezioni fissato a settembre.

Infatti dal 2012 tutte le scuole lombarde hanno un calendario «perpetuo» di 205 giorni di scuola, con vacanze uguali per tutti. I singoli istituti hanno però anche un margine di 3 giorni che possono giocarsi liberamente in considerazione, per esempio, del santo patrono del Comune o di situazioni organizzative interne. Gli stop al trasporto scolastico comunicati dalla Provincia inevitabilmente incidono su questa organizzazione. La chiusura del 7 dicembre, nella stragrande maggioranza degli istituti, era già stata fissata. Più caotica la situazione ora. Un quadro a macchia di leopardo, che però dovrà fare i conti col fatto che i bus viaggeranno con orario non scolastico. Una decisione che ad oggi pare difficile venga rivista, considerato che proprio in questi giorni Via Tasso sta fronteggiando il rischio di dover tagliare, sul 2016, altri 900 mila chilometri.


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