Giusi Ferrè
ci evita «scivolate»

Ironica e autoironica, e soprattutto capace di raccontare la moda con stile. Partendo da un presupposto che ancora a molti non è chiaro: «Non si sta parlando solo di fantasia e lustrini, la moda è un fenomeno che rispecchia il sociale, la sua realtà economica, con la capacità di percepire espressioni molto profonde.

Giusi Ferrè ci evita «scivolate»

Ironica e autoironica, e soprattutto capace di raccontare la moda con stile. Partendo da un presupposto che ancora a molti non è chiaro: «Non si sta parlando solo di fantasia e lustrini, la moda è un fenomeno che rispecchia il sociale, la sua realtà economica, con la capacità di percepire espressioni molto profonde. Tutto, al giorno d'oggi, è diventato moda. E chi ironizza non ha capito proprio nulla. Consiglierei loro la lettura de "L'impero dell'effimero" di Gilles Lipovetsky». Giornalista del Corriere della Sera, le rubriche di Giusi Ferrè su «Io Donna» - «Buccia di Banana» e «Tocco di classe» - sono un appuntamento fisso per le fashioniste, un modo per prendere appunti di look da una «Donna Letizia dei tempi nostri», ora più che mai che il problema del non saper fare shopping è sempre più la conseguenza del non saper vestire. Questo perchè essere alla moda, spiega la Ferrè, non significa essere aggiornate sulle ultime tendenze, comportamento rischiosissimo che «spesso degenera nel volgare. Moda è la capacità di saper "scegliere" secondo le proprie ispirazioni e senza farsi tiranneggiare».

Con Rizzoli suo è anche il libro «Buccia di banana», con tanto di Ferrè disegnata in copertina, con la sua inconfondibile capigliatura rossa e a bordo di una Vespina gialla: «Schede storiche, annotazioni ironiche e info utili per evitare brutte "scivolate": la moda non aiuta, le continue novità sono spesso trappole che ci fanno cadere nella volgarità se non dosate con attenzione». Ma lei come sceglie il suo look? «Ho molti abiti anni Ottanta, del periodo più intenso della moda, e amo molto il vintage. Una cosa è certa: non indosso mai abiti della stagione attuale. Credo che ogni collezione debba avere il tempo di sedimentarsi. Trovo spaventose quelle giornaliste di moda che alla sfilata del tal stilista arrivano con l'abito che si vede poi in passerella». Come darle torto, lei che piace proprio per il suo modo di raccontare con trasparenza e grande efficacia un mondo complicato che sta dietro metri di stoffa e tanto revival: «Questa stagione siamo di fronte a uno stile ricco, direi barocco, tra ricami e decorazioni. Si conferma il nero, immortale, e c'è il ritorno della pelliccia, secondo il proprio sentimento personale. A livello generale è una moda all'insegna del fasto, aspetto molto significativo per l'epoca che stiamo vivendo». Una moda ottimista in questi tempi bui, e gli stessi consigli della Ferrè per un armadio à la page, puntano sul colore, le lavorazioni, ma sempre partendo da tre principi: «L'ultima moda non per forza sta bene a tutte - spiega -, bisogna imparare a "guardarsi" serenamente allo specchio e star bene con un abito significa indossarlo e dimenticarsene: quello che conta è il rapporto di sintonia che si instaura tra chi indossa e ciò che si indossa, senza mai essere ossessionate da una spallina che continua a cadere, una scarpa che fa male, un pantalone che stringe».

Parole sante per chi la moda la soffre quotidianamente, con qualche indicazione pratica sull'armadio da organizzare per la stagione alle porte: «Ci metterei un bel cappotto maschile, magari dal taglio militare, allungherei le gonne e sceglierei maglioni della trama grossa, con decori e ricami, da abbinare a una gonna in chiffon pieghettata, creando un effetto a contrasto con un'allure un po' incantata». Bella idea per la sera, durante la quale la Ferrè rifugge i jeans: «Mi piacciono molto per il giorno, portati con una camicia dai toni azzurri. E poi sceglierei gilet lunghi per la mezza stagione, calze glitterate per le occasioni speciali e sciarpe, nei toni del rosso e dell'arancione». Scarpe? «Una stringata maschile e una décolleté dal tacco a rocchetto: lo spillo per un po' ce lo dimentichiamo». Con un sospiro di sollievo per molte e un ultimo consiglio: «Attenzione negli abbinamenti delle fantasie: d'effetto ma anche ardite...». E se sulle riviste patinate i contrasti ci fanno impazzire, ricordiamoci lo specchio: «E impariamo a guardarci, sul serio».

Fabiana Tinaglia

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